lunedì 4 aprile 2011

Valutazioni e consulenze indipendenti (servizio gratuito)

Sempre più spesso mi viene chiesto (da privati) di valutare delle offerte che sono state fatte da varie aziende.
Da qui nasce l'idea di offrire un servizio indipendente e "super partes" di valutazione (convenienza, serietà, fattibilità, migliorie) delle offerte proposte dalle aziende ai clienti finali (privati).
Scrivendo sul blog tutte le informazioni necessarie e registrandosi con tutti i dati, si potrà quindi inoltrare la richiesta di consulenza e valutazione (gratuita).
A quel punto potrò analizzare la situazione ed eventualmente contattare l'azienda per chiedere maggiori lumi ed indagare sulla "bontà" dell'offerta.

A disposizione,   Simone Bracci

272 commenti:

  1. Buongiorno Ing. ,
    approfitto del servizio consulenza, il mio idraulico dice che con i termosifoni è inutile mettere una caldaia a condensazione, ma siamo sicuri? Come mai mi propone una caldaia che non è a condensazione?

    Antonio M. (Certaldo)

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    1. Salve! non è inutile in quanto una caldaia a condensazione consuma indubbiamente meno di una caldaia convenzionale, il suo idraulico probabilmente si riferisce al fatto che una caldaia a condensazione ha dei consumi ancor più contenuti se abbinata ad un impianto a pavimento poichè gli impianti a pavimento funzionano a temperature più basse e consumano meno energia, ma di certo tra una caldaia convenzionale ed una a condensazione , la condensazione è sicuramente molto più conveniente in fatto di consumi, un esempio:
      meglio un auto a benzina o diesel come consumo?
      E' logico che un auto diesel di pari cilindrata consumi meno di un auto a benzina , certo se con un auto diesel viaggiamo a velocità ancora più basse consumerà ancora meno , ma ciò non toglie che anche a pari velocita l'auto diesel rimane sempre più conveniente in termini economici.
      spero di esserle stato di aiuto
      saluti
      Orazio D. (Milano) vanhollister@alice.it
      ps. complimenti vive in una splendida città , ci sono stato lo scorso anno per Mercantia

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    2. Salve Ing., scusate se mi intrometto nella conversazione, sono interessato anch'io all'argomento ma ho avuto modo di leggere sui vari forum che non è consigliabile installare una caldaia a condensazione se in casa ci sono i termosifoni in ghisa in quanto l'impurità presente nei termosifoni danneggia la caldaia. E' vero? Cosa mi consiglia in merito?
      Garzie.

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    3. Buonasera,
      se si lava bene l'impianto con prodotti appositi e poi si aggiunge al riempimento un altro prodotto "stabilizzante", ossìa che evita la corrosione, non ci sono problemi per la caldaia a condensazione.

      Altro discorso: Se i radiatori riscaldano bene la casa con una temperatura di mandata della caldaia a 60°C, allora la condensazione conviene (nel senso che si risparmia gas), se invece ci vogliono 80°C per avere caldo sufficiente ... allora la condensazione conviene meno ...
      Se si ha una regolazione climatica che agisce direttamente sulla temperatura di mandata prodotta dalla caldaia (cosa che ora molte caldaie a condensazione fanno) ... allora conviene di sicuro, perchè nelle mezze stagioni si sfrutta la condensazione a pieno, anche con i radiatori in ghisa.

      Concludendo ... nel dubbio si vada con la condensazione, tanto alla peggio si è speso un pochino di più per comprare la caldaia, ma funziona sempre e lo stesso tutto bene!

      Saluti,

      Simone Bracci

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  2. Hi,
    ho bisogno di un consiglio, mi hanno offerto l'installazione di una caldaia elettrica per risolvere i problemi di installazione in una casa antica e mi hanno detto che dovrei aumentare il contratto enel e portarlo a 10 kw di potenza.
    Sono buone come caldaie?

    Grazie!

    Sara B. da Montaione

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  3. Un saluto a tutti i bloggers anche se per ora sembra che siamo in pochi!!!!!!!
    Meglio così, prima che gli esperti si scoccino.

    @Antonio M.
    Non sono un termotecnico ma io metterie una caldaia a condensazione perchè non credo che costi molto di più di una normale e poi ci sono i contributi per le caldaia a condensazione, mi pare!

    Io invece vorrei chiedere a chi legge ed è del ramo se per costruire una nuova casa in classe A si debba per forza di cose installare i pannelli radianti a pavimento.
    Un installatore mi ha detto che non è obbligatorio, ma volendo utilizzare una pompa di calore?

    Grazie in anticipo per le risposte.

    Andrea Di Stefano - S.Maria a Monte (Pi)

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  4. Salve a tutti!

    Per Antonio da Certaldo:
    Se la tua abitazione è vecchio stile, con molte dispersioni termiche, ambienti alti e l'impianto a termosifoni è stato progettato per funzionare con acqua ad alta temperatura (per esempio con una mandata a 75 °C), di conseguenza i termosifoni hanno una superficie di scambio relativamente piccola e la temperatura dell'acqua che ritorna in caldaia non sarà mai più bassa di 60-65 °C.
    In questo caso il tuo installatore può avere ragione perchè con l'acqua di ritorno a 65 °C la caldaia a condensazione non riesce a far condensare i fumi e quindi non ha il rendimento tipico (alto) delle caldaie a condensazione. Quindi tanto vale installare una buona caldaia a 4 stelle "normale".
    Se invece c'è margine per far funzionare i termosifoni a 60°C, con un ritorno dell'acqua a 50°C, allora metterei la caldaia a condensazione.


    Per Sara B. :
    Produrre acqua calda direttamente da energia elettrica (quindi con delle resistenze) è il peggior spreco di energia "nobile" che si possa concepire, l'energia elettrica è energia di alta qualità, non si deve trasformarla in energia termica (la qualità più bassa)...
    Senti l'installatore se è possibile fare con delle pompe di calore, il limite sarà certamente la bassa temperatura dato che uno dei problemi delle pompe di calore è quello di non poter (o difficilmente) produrre acqua a più di 45°C.


    Per Andrea:
    Non è obbligatorio installare i pannelli radianti a pavimento per ottenere una abitazione in classe A, aiutano ma non sono indispensabili. Per la classe A si deve prestare la massima attenzione all'involucro edilizio che deve essere fortemente termoisolante e con buona inerzia termica, dopo di che il fabbisogno di potenza termica è talmente irrisorio che diventa molto meno importante il sistema per soddisfarlo.
    Altro discorso invece se volete utilizzare la pompa di calore come generatore termico.
    La bassa temperatura dell'acqua prodotta (40-45°C) ha bisogno di una grande superficie di scambio termico dei corpi scaldanti, quindi sembrerebbero ideali i pannelli radianti a pavimento, è vero anche (però) che la potenza richiesta è pochissima e forse aumentando gli elementi dei radiatori, progettandoli per funzionare con acqua a 50-55°C, si può riuscire ad usare la pompa di calore sui radiatori o meglio sui ventilconvettori (che sono però scomodi nel residenziale, aria ventilata, polvere, rumore).

    Sperando di essere stato utile, sempre disponibile per discussioni e delucidazioni,
    Simone

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  5. Dimenticavo di segnalarvi i miei siti web:

    https://sites.google.com/site/studiosimonebracci/

    https://sites.google.com/site/indicizzaposizionasegnalasiti/

    https://sites.google.com/site/borgosangiusto/

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  6. salve, volevo una curiosità:_ quali sono le differenze in materia termotecnica tra un ingegnere meccanico vecchio ordinamento ed unu perito industriale iscritto all'albo??? grazie

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  7. Buongiorno,
    non ho ben capito la domanda.
    Differenze di che tipo?
    Differenza nelle competenze effettive date dagli studi compiuti?
    Differenza nelle abilitazioni di legge per poter progettare determinati impianti (più o meno complessi) ?

    Solo il perito industriale con specializzazione in termotecnica ha nozioni in materia di, appunto, termotecnica.
    Tutti gli altri periti industriali (elettrotecnici, elettronici, telecomunicazioni, ecc..) non hanno mai studiato termotecnica, termodinamica, fisica e fisica tecnica, perlomeno non in modo approfondito.
    L'ingegnere vecchio ordinamento, a prescindere dalla specializzazione, ha solide basi fornitegli dal curriculum di studi che gli permettono di spaziare in quasi tutte le branche dell'ingegneria, eccettuate situazioni in cui si renda necessaria una altissima specializzazione in una specifica materia.

    Per quanto riguarda le competenze di legge, ad esempio, un perito industriale elettrotecnico non è abilitato a progettare impianti termotecnici (credo che sia ancora così).

    Però c'è da dire che negli ultimi anni, in Italia, sembra che stia passando il seguente messaggio:
    Tutti possono fare tutto!
    Fino ad arrivare a dei paradossi imbarazzanti ... tipo l'Agronomo che può progettare impianti elettrici e di riscaldamento!!!

    Saluti, Simone Bracci

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  8. salve ho una domanda da porle se puo aiutarmi ho una villetta a tre piani per ogni piano ho un termostato ambiente e giu in caldaia ho tre valvole di zona che dovrebbero essere comandate dai termostati ambiente ma non so come devo
    collegare le tre valvole hai termostati e la caldaia le valvole hanno 4 fili e sono della caleffi spero in una sua risposta grazie mille

    Alessia

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    1. Buongiorno,
      la prima cosa da verificare è a quale tensione le valvole funzionano, se hanno bisogno dei 230 Vac o del 12 o 24 V.
      I 4 fili delle valvole dovrebbero essere:
      1 filo azzurro ed 1 filo marrone ----> il collegamento alla testina termostatica che fa chiudere ed aprire la valvola.

      2 fili neri -------------> sono collegati ad un contattino elettrico che si apre o si chiude (dipende dal modello della valvola) quando la valvola è
      completamente chiusa.

      Ora i due fili azzurro e marrone vanno collegati al rispettivo termostato che dovrebbe inviare tensione quando c'è richiesta di calore nel rispettivo piano.

      I 2 fili neri invece si usano per mettere in stand-by la caldaia quando tutti e tre i termostati non richiedono calore e quindi tutte e tre le
      valvole sono chiuse.

      C'è un'altra cosa da verificare, ossia se le valvole sono normalmente chiuse o normalmente aperte, cioè se aprono l'acqua quando ricevono tensione oppure
      se invece la chiudono. Da questo dipende il tipo di collegamento da fare fra termostato e valvola.

      Sperando di essere stato d'aiuto, saluti,

      Simone

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    2. le testine sono 230V-3W il codice è 656112.
      per cortesia mi puoi spiegare i collegamenti tra i termostati di ogni piano con le valvole caleffi e i collegamenti da fare su i morsetti TA sulla
      caldaia. in che modo devo collegare i fili? queste valvole hanno 4 fili:
      blu, marrone e due neri.
      ti ringrazio anticipatamente per la tua cortesia

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    3. Un servizio di lusso ...
      vedi schema allegato.

      https://docs.google.com/folder/d/0B5KTiEHcz-VDNDQwNEppRjF5OUE/edit

      Il terzo termostato e la terza valvola vanno collegati esattamente come gli
      altri due, ed anche i fili neri in parallelo con gli altri.

      Saluti,

      Simone

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  9. Buongiorno,


    Io ho un sistema di riscaldamento collegato ad una caldaia a pellet
    Il mio problema è il seguente:


    La stufa a pellet con il funzionamento della valvola anticondensa
    non riesce a scaldarmi bene i radiatori in quanto il ritorno
    della mia acqua nella stufa è quasi sempre freddo intorno ai 25° , 30°
    Anche quando la stufa va per 4 ore , per scaldare i radiatori devo
    aprire un by pass che pero mi porta acqua più fredda nella stufa
    (intorno ai 45 ° , 50 °) e fa lavorare sempre la stufa al massimo


    Immagino che l'inerzia termica da vincere per la stufa sia troppo
    elevata e questo fa si che lavori sempre la valvola termostatica
    riportando acqua calda nella stufa


    Avete tra le vostre soluzioni un sistema valido da suggerirmi
    con costi contenuti per poter scaldare
    bene i radiatori e far lavorare correttamente la stufa


    Allego Schema dell'impianto


    Grazie
    Cordiali Saluti
    Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      avrei bisogno di ulteriori dettagli.

      Dove sono le pompe di circolazione?

      La potenza dei radiatori è minore della potenza della caldaia?

      Veramente il circuito per i radiatori è in serie alla serpentina nell'accumulo per acqua calda sanitaria?
      Se è così non mi convince perchè, se vogliamo scaldare (ad esempio) a 70°C i radiatori, allora scaldiamo a 70°C anche l'acqua calda sanitaria e 70°C per l'acqua sanitaria sono troppi e danno una gran perdita di calore sull'accumulo, senza contare che poi i pannelli solari hanno difficoltà a fornire calore ad acqua già così calda.

      La valvola anticondensa non dovrebbe far altro che ricircolare un po' di acqua di mandata sul ritorno alla caldaia, in modo da tenere l'acqua in caldaia omogeneamente (in tutta la caldaia) ad una temperatura di almeno 50°C.

      Elimina
    2. Buongiorno,
      Innanzitutto grazie per la risposta,
      Vedo di darle ulteriori dettagli:

      Dove sono le pompe di circolazione?
      Le pompe sono 2 una è all'interno della caldaia (Wilo allego l'immagine) che è una thermorossi
      In più in serie alla pompa Wilo c'è un'altra pompa Grundfos della stessa potenza elettrica
      che viene azionata come pompa ausiliaria, la pompa grundfoss è subito dopo l'uscita dalla parte alta
      dell'accumulo e prima di andare ai radiatori

      La potenza dei radiatori è minore della potenza della caldaia?
      A questa domanda mi è difficile trovare una risposta perchè i radiatori sono abbastanza
      vecchi l'impianto ha 35 anni come la casa , sono in ghisa e hanno differenze larghezze
      più o meno sono tutti alti 1 metro spessore 15 cm e larghezza variabile a seconda della stanza
      da riscaldare quello che ho notato è che anche con pochi radiatori "aperti" ci mette molto tempo a scaldare
      se non apro il by-pass per far entrare + acqua fredda nella stufa

      Veramente il circuito per i radiatori è in serie alla serpentina nell'accumulo per acqua calda sanitaria?
      In realtà non sono proprio in serie, in realtà c'è una valvola a 4 vie che mi permette di bu-passare la serpentina
      e mandare tutto sui radiatori oppure se posiziono la 4 vie manuale dall'altro lato metto allora si metto in serie la serpentina con i radiatori peò io ho notato che non arrivo mai a scaldare l' ACS a 70 che al massimo arrivo a 50 con la temperatura della stufa impostata a 65 °C in uscita ho visto che ai radiatori massimo arrivano 50 - 55 °C, per scaldare a 70° penso dovrei impostare la stufa a 80 ° ma al massimo mi sembra la thermorossi arrivi a 73° in uscita

      La valvola anticondensa è una ESBE VTC 312 tarata a 55°C

      Cordiali Saluti
      Andrea

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    3. Con quel che ho letto provo a fare alcune considerazioni ed ipotesi:

      1) La thermorossi accende la pompa interna solo a 61 °C (pag. 23 - 5.9.2);

      2) La valvola anticondensa fa tornare tutta l'acqua in uscita verso il ritorno in caldaia finchè l'acqua non è arrivata a 55°C;

      3) Gli impianti di 35 anni fa, con radiatori in ghisa, venivano progettati (quasi sempre) per funzionare con acqua ad altissima temperatura 75-80 °C, dare una temperatura minore vuol dire non riuscire a riscaldare gli ambienti;

      4) La temperatura di mandata massima impostabile alla thermorossi è di 73 °C;


      5) La potenza nominale totale all'acqua è di circa 17 Kw (pag.5) e non sono molti;

      Qual'è la superficie in pianta e l'altezza degli ambienti da riscaldare?
      Murature perimetrali e serramenti come sono?
      Qual'è la temperatura media invernale del luogo? (ubicazione geografica)


      Prove da fare:
      Impostare al massimo la temperatura di mandata (73 °C) e poi verificare, dopo 1 ora di funzionamento, qual'è la temperatura dell'acqua in uscita dalla caldaia (sia prima che dopo la valvola anticondensa).

      Domanda: Il controllo della 4 vie come viene effettuato? Solo manuale?

      In pratica si tratta di capire se la caldaia riesce a portare in temperatura il circuito a monte della 4 vie, tenendo la pompa ausiliaria spenta, questo perchè mi viene il dubbio che la pompa ausiliaria, senza un compensatore idraulico, possa dar fastidio al sistema idraulico della caldaia.

      Attendo notizie,
      saluti,


      Simone

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    4. Si , la stufa accende la pompa a 61 gradi e la spegne a 58, 57 gradi

      La casa è composta da 2 piani e sono consapevole che scaldare tutto è
      praticamente impossibile, a me interessava scaldare il reparto notte costituito
      da 3 camere ed il bagno senza far lavorare la stufa al massimo perchè
      nella sala dove c'è la stufa altrimenti fa troppo caldo, l'altezza delle sale è circa 3 metri
      e di 25 metri quadrati, il bagno sarà da 15 i muri perimetrali avranno uno spessore di
      25 - 30 cm e sono in mattone forato, i serramenti non sono nuovissimi perchè la casa ha
      35 anni ma i vetri hanno il doppio isolamento

      Io vivo a Padova quindi le temperature medie invenali oscillano attorno ai 2-3 gradi
      adesso in questo gg siamo attorno ai 7-8 gradi


      La valvola a 4 vie è come quella dell'immagine allegata (purtroppo solo manuale)
      la parte alta va ai radiatori , da sinistra proviene l'acqua della stufa a pellet
      dal basso si va alla serpentina dell'accumulo e da destra proviene il ritorno dell'accumulo.
      Se la valvola è come nella posizione della foto l'acqua viene deviata tutta sulla serpentina
      e poi il ritorno va ai termosifoni, se la valvola è girata nell'altra posizione viene by-passata
      la serpentina e tutta l'acqua proveniente dalla stufa va ai radiatori

      Ok , in questo WE lungo provo a fare le prove che mi ha richiesto e ci sentiamo appena
      ho i dati aggiornato


      Grazie ancora
      cordiali saluti
      Andrea

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    5. Per i Blogger:

      Le discussioni precedenti sono state riportate sul blog in un secondo momento, poichè sono avvenute tramite messaggi privati.
      In questo modo possono essere visualizzate da tutti e potrebbero risultare utili a chi avesse problemi simili.

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  10. Egr. Ing.
    Avrei bisogno di consigli e quant'altro per ottenere un buon isolamento termico ed acustico di un nuovo appartamento!
    Ebbene, Son in procinto di iniziare dei lavori di ampliamento in soprelevazione di una palazzina esistente, costruita nel 1979.
    Istruita la pratica, attenute tutte le prescritte autorizzazioni, mi ritrovo quindi a dover iniziare i lavori tra circa 15 gg per realizzare questo nuovo appartamento sopra a questa palazzina, che consta di un piano seminterrato di circa 150 mq, un piano rialzato di circa 120 mq (di cui circa 30 mq di porticato e circa 90 mq di locale commerciale) ed un primo piano di circa 120 mq più due balconi posti l'uno davanti e l'altro dietro.
    Sul lastrico solare dovrò realizzare questo nuovo appartamento con l'obiettivo di far un buon isolamento termico ed acustico.
    Per realizzare cio', Il mio tecnico mi ha consigliato di costruire le mura perimetrali con una tavella da 12 + una da 8 ponendo in mezzo ad una intercapedine da 10 dell'argilla espansa.
    All'interno dell'appartamento le pareti divisorie tra le stanze in tramezzi da 8 e intonaci.
    Sul tetto, (che verrebbe dritto e su cui vorrei comunque ricavare un terrazzo con piastrelle), un massetto rivestito di polistirolo (3+3) e sopra guaina o mapelastic...
    In realtà mi chiedevo se il tutto fosse sufficiente!
    Se l'isolamento a cappotto nn fosse meglio!
    Incalzando il mio tecnico con delle domande sul tutto, con mia somma delusione, nn ho avuto sufficienti riscontri!
    Si è limitato a rispondermi un laconico " poi vedremo"!
    Mi sono irrigidito e... al momento a me interessa procedere, ma nn disdegnerei consigli tecnici e differenziazioni tra spesa e rendimento, considerando che l'appartamento sarà lastrico e cielo (come si dice in gergo) e soprattutto ci dovrei abitare con la mia famiglia!
    Certo di un celere riscontro,
    Le porgo Distinti Saluti!
    Nicola B.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera,
      comincio subito col chiederle dove si trova la palazzina, per conoscere la
      situazione climatica.

      Poi passo a considerazioni generali, in ordine sparso:

      Per l'acustica dovrei sapere cosa c'è al primo piano (di circa 120 mq più
      due balconi posti l'uno davanti e l'altro dietro), c'è un appartamento? E'
      ad uso abitativo civile?
      Lo chiedo perchè il rumore più fastidioso è il calpestio che i nuovi
      occupanti dell'ampliamento in soprelevazione potrebbero "produrre" nel piano
      sottostante. Per limitare il rumore da calpestio bisogna realizzare un
      pavimento galleggiante, con un materassino resiliente (elastico) messo fra
      il solaio e il rivestimento ... oppure più semplicemente considerare di
      mettere la moquette.

      Se la zona non è particolarmente rumorosa (traffico, schiamazzi, ecc..), il
      problema acustico per le pareti perimetrali è marginale.

      Se si vuole un valido isolamento acustico anche fra le varie stanze dello
      stesso appartamento, non basta il tramezzo da 8 (con intonaci) !!!

      Le allego la struttura ipotizzata dal suo tecnico (mura perimetrali con una
      tavella da 12 + una da 8 ponendo in mezzo ad una intercapedine da 10
      dell'argilla espansa), il valore di TRASMITTANZA TOTALE 0,745 [W/m²K] è
      eccessivo, però quando saprò la zona climatica potrò essere più preciso.

      Certamente mettendo del polistirene, invece dell'argilla, si ottiene un
      valore più basso e migliore come prestazione di isolamento termico (vedi
      l'altro allegato).

      Per quanto riguarda il lastrico solare/terrazzo (un massetto rivestito di
      polistirolo (3+3) e sopra guaina o mapelastic...), mi sento di anticiparle
      (a prescindere dalla zona climatica), che non è sufficiente ad evitare un
      caldo pazzesco nell'appartamento, in estate, e non isola abbastanza
      neanche per l'inverno.


      Cordiali saluti,


      Simone Bracci

      Elimina
    2. Buongiorno,
      e innanzitutto grazie per la cortese attenzione!
      - La palazzina si trova in provincia di Napoli, nella zona Vesuviana;
      - Al primo piano c'è un appartamento ad uso civile abitazione, che essendo inizio anni 80', quanto ad isolamento termico ed acustico, nn ha niente;
      - la palazzina dista 3/4 m dal ciglio di una delle strade più percorse del nostro paesino, nn eccessivamente rumorosa ma un minimo di isolamento acustico ci vuole;
      - tra le due soluzioni presentate per limitare il rumore da calpestio l'idea della moquette nn la gradisco particolarmente, per un gusto estetico; ma mi interesserebbe realizzare il pavimento galleggiante, con un materassino resiliente (elastico) messo fra il solaio e il rivestimento di cui mi ha parlato.
      Nello specifico mi potrebbe indicare cosa servirebbe e che costi aggiuntivi al mq dovrei affrontare?
      - cosa si potrebbe fare per l'isolamento acustico tra le camere da letto per nn perdere molto spazio ?
      - per le pareti perimetrali e' meglio l'isolamento a cappotto o con l'intercapedine di polistirene tra due tavelle di 12 e 8?
      - per quanto riguarda il lastrico solare/terrazzo invece che si potrebbe fare per evitare il troppo caldo in estate e freddo in inverno?
      - per evitare infiltrazioni mi consiglia guaina o mapelastic?
      La ringrazio per la cortese attenzione.
      Cordialmente.
      Nicola

      Elimina
    3. Salve,
      con la strada così vicina, sarebbe meglio fare la parete perimetrale un po'
      più pesante, ad esempio utilizzando i mattoni pieni al posto delle tavelle
      di 12, oppure optare per il cappotto, mettendo una parete in lecablocco di
      20 cm (o mattoni pieni) e 6-7 cm di polistirene a cappotto. Il cappotto ha
      il pregio di sfruttare il volano termico delle strutture che contiene.
      Per il pavimento anticalpestio sarebbe bene che si facesse fare due o tre
      preventivi (specificando che siano gratuiti e non vincolanti) da diverse
      ditte della sua zona, specificando che lo scopo del lavoro sul pavimento è
      quello di isolare dal rumore da calpestio, pretendendo dalla ditta
      prescelta, una direzione lavori qualificata ed una garanzia su quanto
      installato.

      Per l'isolamento acustico tra le camere da letto (per non perdere molto
      spazio), ci sarebbe la soluzione delle pareti in sandwich di lana di roccia
      e cartongesso, Rockwool (
      http://www.rockwool.it/prodotti+e+soluzioni/u/2011.construction/1721/pareti-divisorie/pareti-leggere-a-secco )
      propone varie soluzioni garantite con Rw=54 dB, con pareti di 10 - 12 cm. ,
      poi diventa importante anche l'isolamento acustico della porta della stanza.
      Anche per queste richiederei dei preventivi e delle garanzie sul risultato
      finale.

      Per le pareti perimetrali sceglierei il cappotto, anche per isolare meglio i
      pilastri portanti in cls.

      Con il sole di Napoli il problema più grosso è il caldo estivo che passa dal
      lastrico solare, innanzitutto il colore di finitura delle piastrelle deve
      essere il più chiaro possibile, poi si potrebbe fare una copertura a tetto
      rovescio (vedi allegato) con uno spessore di isolante di 8 cm., ma tutte
      queste strutture (anche le pareti esterne) devono essere verificate da un
      termotecnico per il rispetto dei requisti di legge.

      Per le infiltrazioni metterei doppia guaina, facendo particolare attenzione
      nelle zone con sbocco di camini, sfiati, ecc ... ii mapelastic si usa quando
      non si può mettere la guaina, è traspirante, non tiene bene all'acqua che
      ristagna e va posato con grande perizia, altrimenti viene un lavoraccio.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

      Elimina
  11. Avrei bisogno di delucidazioni in merito ad una presa d'aria comburente per un camino chiuso (ecopalex 88 Palazzetti).
    La presa d'aria dovrebbe essere posizionata su un vano scala condominiale.
    Ci sono norme o problematiche tecniche che impedirebbero tale installazione?

    Maurizio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,

      il vano scala condominiale presumo sia un ambiente chiuso da pareti e infissi (serramenti), quindi per almeno due motivi non è consigliabile (nè permesso) attingervi aria comburente:

      1) La buona tenuta di porte ed infissi potrebbe essere tale da pregiudicare il corretto tiraggio del camino;

      2) In caso di malfuzionamento del camino o di un guasto dello stesso, si potrebbe verificare l'immissione di fumo nel vano condominiale, dalla presa di aspirazione, intossicando tutto il condominio!!


      Direi quindi di non posizionarla nel vano scala ma di trovare un modo per aspirare direttamente da fuori.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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    2. Sono sbalordito della vostra disponibilità e serietà!

      Preciso però che il vano scala è superiore ai 18 metri e quindi dovrebbe essere obbligatoria (per la normativa antincendio):
      una superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 m2.
      Però tale apertura non c'è.
      Se denunciassi l'irregoloarità e la stessa venisse praticata, la presa d'aria sarebbe pericolosa?

      Grazie
      Distinti saluti.
      Maurizio

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    3. Salve,
      grazie per l'apprezzamento!

      Veniamo al dunque:

      E' vero che il vano scala dovrebbe avere una apertura permanente in sommità, maggiore o uguale ad 1 mq.

      E' vero anche che il vano scala è considerato come un compartimento (ai fini antincendio) e deve avere caratteristiche tali da limitare il propagarsi di un incendio da un appartamento all'altro.

      La norma antincendio dice anche che il vano scala deve avere caratteristiche REI 60, per i suoi elementi di suddivisione.

      Quindi, in linea di principio, praticare un foro che colleghi il compartimento del vano scala con un appartamento, non è permesso, poichè si andrebbe ad intaccare il requisito REI 60 (che un foro non ha).

      Oltre a questo (credo, ma non è il mio campo) ci sono problemi di ordine civilistico (codice civile), il vano scala è condominiale e per praticarci un foro penso ci voglia una delibera dell'assemblea condominiale.

      Sperando di esserle stato utile,
      cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  12. Buona sera Ing.Bracci,
    le scrivo per sottoporle la mia situazione:
    Il mio appartamento(provincia di Milano, stabile anni '50, piano rialzato, no doppi vetri, infissi in legno) è attualmente privo di riscaldamento.
    Fino a pochi giorni fa era attiva una stufa a gas che scaricava nella canna fumaria in uso(in muratura, a tiraggio naturale), nella stessa scarica uno scaldabagno a gas installato recentemente.
    Essendo la situazione non conforme alla normativa vigente, che prevede per questo tipo di canna fumaria lo scarico di un solo apparecchio a gas, pressati da un'ordinanza comunale, siamo stati costretti
    a chiudere il tubo di alimentazione della stufa.(A quanto ho capito anche la stessa canna fumaria tra pochi anni sarà fuori norma).
    Sono consapevole che sarebbe necessaria una ristrutturazione sostanziale dell'intero appartamento, ma non essendo nella condizione economica di poterla affrontare, mi sono adoperata per trovare una soluzione
    alternativa.Nella ricerca su internet sono rimasta colpita dai pannelli a infrarosso, in particolare due aziende:piruinfrarosso(da cui mi sono fatta fare preventivo on line,che le inoltro) e riscaldo di siqursalute(sul sito c'è una sezione in cui fanno riferimento al rendimento comparando i pannelli IR agli altri sistemi di riscaldamento http://issuu.com/simones/docs/pannelli_siqur_salute/1).
    Sembra interessante ma in rete non c'è molto riscontro di utenti che li hanno installati.
    Volevo potermi orientare avendo il punto di vista di una persona competente.
    La ringrazio se potrà aiutarmi ed in ogni caso per l'attenzione.
    Saluti.
    Simona Ripamonti

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    1. Gent.ma Sig. Simona,
      la ringrazio di aver postato la domanda anche sul blog, riporto le mie considerazioni così come già scritte tramite email:

      "Le sconsiglio vivamente l'installazione dei pannelli ad infrarosso, principalmente per i seguenti motivi:
      Gli infrarossi scaldano come scalda il sole, il risultato è che una persona ha sensazione di calore nelle zone del corpo colpite dai raggi solari, mentre non ha nessun apporto di calore dove il sole non "illumina".
      Provi a immaginare di essere in piedi in salotto e di avere un pannello ad infrarossi sul soffitto ... si ritroverà con la testa caldissima ed i piedi freddi;
      Altra situazione: Seduta, rivolgendo la parte destra del corpo verso una parete allestita con un pannello ad infrarossi... dopo 10 minuti la parte destra del corpo andrà a fuoco e la parte sinistra si congelerà;
      Inoltre la sensazione di calore cambia con il colore degli abiti che una persona indossa, chi sarà vestito di scuro o di nero avrà un gran caldo, chi sarà vestito di bianco avrà freddo;
      Il comfort peggiore che si possa immaginare.

      La bolletta elettrica porterà delle amarissime sorprese (purtroppo non siamo in Francia).

      Quelle informazioni che ha trovato in rete non sono veritiere (e chi le ha scritte è un imbonitore),
      il sistema ad infrarossi è proponibile solo per ambienti industriali, grandi altezze, bagni, gazebo di ristoranti e altri ambienti dove il tempo di permanenza delle persone e' limitato.

      Con cordialità,

      Simone Bracci

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    2. Buonasera Ing.,
      come le ho scritto via email, sfumata la fascinazione per i Pannelli a Infrarossi grazie ai suoi puntuali e preziosi consigli, la mia attenzione ora è ad una soluzione con Pompa di Calore.
      Ieri ho fatto fare un sopraluogo per preventivo.
      Il tecnico era più propenso a consigliarmi una caldaia a condensazione, sostenendo che in casi di estremo freddo la PdC va in "sbrinamento" e non produce di fatto calore.
      In ogni caso dopo i rilievi la sua proposta è
      una PdC idronica marca Stelbi(tecnologia Mitsubishi), potenza calorifica di kW 7,8(3,8-8,8),canalizzata dal corridoio ai vari locali attraverso tre possibili soluzioni:
      1 semplici griglie;
      2 griglie motorizzate;
      3 split;
      con predisposizione per l'eventuale aggiunta futura di una caldaia.
      Mi ha dato un'idea della spesa per la soluzione n.1 che mi ha lasciata piacevolmente sorpresa,ma mi invierà via email i preventivi dettagliati di tutte e tre le possibilità.
      Lei mi consigliava un sistema a pavimento, i cui costi sono purtroppo molto più elevati.
      Cosa ne pensa di queste altre soluzioni?
      Mille grazie.
      Un cordiale saluto,
      Simona

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    3. Dunque ...
      in provincia di Milano fa freddino e, come le diceva il tecnico, le pompe di calore rendono una potenza via via decrescente con il diminuire della temperatura esterna. Ad Utilizzarle senza i pannelli a pavimento c'è il rischio di non riuscire a riscaldare per bene gli ambienti. La distribuzione di aria canalizzata è spesso fastidiosa per la brezzettina che si avverte e per per il rumore, specialmente nelle camere.
      Dato che la casa non è ben isolata, siamo sicuri che bastino i 7kW di potenza? (8,8 kW immagino sia la potenza massima della pompa di calore, credo misurata nella situazione di circa 7°C esterni). Quando fuori ci saranno 2 gradi, la pompa di calore fornirà molta meno potenza.... e sempre di meno con temperature esterne sotto zero.
      Concludo: Con PdC , aria canalizzata e split, si ha il vantaggio di poter anche raffrescare in estate, ma si corre il rischio di restare freddi in inverno.
      Con la caldaia a condensazione (a metano, però! Il GPL costa troppo!) abbiamo molta potenza disponibile e possiamo mettere dei classici ed economici radiatori, magari un po' più grossi, in modo che possano scaldare anche con acqua a 50°C e sfruttare così a pieno (o quasi) la condensazione della caldaia, risparmiando gas e soldi!
      La caldaia dovrebbe costare meno della PdC ed anche i radiatori costano meno di canali d'aria e split.
      Se la casa fosse stata ben isolata, allora sarei stato più propenso verso la PdC, per motivi di inerzia termica e ridotto fabbisogno di potenza, ma il discorso si farebbe lungo e molto tecnico.

      Un saluto,

      Simone Bracci

      Elimina
    4. Buonasera Ing.,
      le pongo un ultimo quesito:
      per la caldaia sarebbe necessario costruire una canna fumaria esterna lungo i tre piani superiori;
      inoltre la nostra casa è, diciamo, satura di mobili quindi collocare i radiatori potrebbe diventare problematico.
      Crede che possa essere sufficiente cambiare gli infissi per far in modo che la PdC riesca a lavorare bene?
      La ringrazio ancora moltissimo per la disponibilità.
      Cari saluti

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  13. Mi pare proprio che si possa rintubare una canna fumaria esistente (non a norma) con il "tubino" di 80 mm di fumisterìa apposita per le caldaie a condensazione (ed il tutto risulterebbe a norma). Poi, se non ricordo male, ma può dipendere anche da normative locali (bisognerebbe informarsi in zona), se non ci sono canne fumarie riutilizzabili (a norma), ci dovrebbe essere una deroga per lo scarico delle caldaie a condensazione, deroga per cui si può scaricare a parete (senza arrivare in cima all'edificio).
    Per la questione dello spazio ....
    Tenga conto che l'aria calda tende a ristagnare in alto, se non si ha una ripresa d'aria in basso, tutta l'aria calda rimane in alto ed in basso c'è un gran freddo. Quindi lo spazio per delle griglie d'aria in basso va trovato per forza. Provare con dei radiatori alti e stretti? Li chiamano d'arredo ... però costano di più!

    Salvo il caso in cui gli infissi siano di grande superficie e molti in numero, si ha un netto miglioramento, altrimenti non basta, è già qualcosa, ma non basta.

    Saluti,

    Simone Bracci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera Ing.Bracci,
      grazie anche ai suoi consigli ho deciso per la caldaia a condensazione più radiatori,chiedendo allo stesso impiantista di farmi un preventivo con termosifoni.
      Lui mi ha inviato mail con questa proposta:
      caldaia mod.Blue 18(con garanzia di 10 anni)con scarico in facciata(previo richiesta al condominio)+5 caloriferi tubolari in acciaio, di cui però non mi ha specificato misure, per un totale di €4900(compresa manodopera).
      Premetto che non riesco a valutare il preventivo ma, a orecchio, non mi sembra ci sia proporzione con il preventivo precedente che comprendeva:
      PdC,canalizzazione con relativo abbassamento in cartongesso del corridoio(10 mq),griglie semplici+manodopera a €5900.
      Cosa ne pensa?
      Lei mi consigliava dei radiatori"un pò più grossi",come calcolo quanto grossi devono essere?
      Ne ho trovati online tubolari in acciaio, da 2 o 3 colonne, h 1500,1800,2000 mm x un massimo di 15 elementi a ca 20€ a elemento(SuperSamaStore).
      Sempre grata per i consigli e l'attenzione,
      le porgo i miei saluti.
      Simona

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  14. Data l'ora, buonanotte!

    Per poterle rispondere dovrei sapere il risultato del calcolo delle dispersioni termiche (di picco)in kilowatt, per ogni stanza della sua casa.
    Se riuscisse a farselo dare, si dovrebbe procedere guardando le specifiche tecniche di un elemento di radiatore che si vuole installare e poi vedere quanta potenza fornisce un elemento, ad un delta T di 30°C
    [il delta T è la differenza di temperatura fra l'ambiente (a 20°C) e il radiatore (a 50°C, come la temp. dell'acqua che ci scorre, che è poi la temperatura massima per avere un buon effetto di condensazione)].
    Trovata la potenza di un elemento (a quel delta T voluto), si divide la potenza necessaria (per il dato ambiente) per la potenza di un elemento ... e si trova il numero di elementi da installare in quella stanza.
    Se si aumenta la temperatura dell'acqua nei radiatori, allora il delta T aumenta ed aumenta la potenza fornita da un elemento, con la conseguenza che diminuisce il numero di elementi da installare nel locale.
    Mi sono spiegato o son stato troppo... tecnico?

    Una caldaia a condensazione costa circa 1.800 euro, i prezzi dei radiatori in acciaio li ha già visti, tubi di rame 10/12, altri accessori, manodopera ... il preventivo, ad occhio, non è sballatissimo.
    Le consiglio di farsi fare un progettino da un termotecnico, meglio se indipendente ed estraneo all'installatore/impiantista (E meglio se ingegnere! Mi perdoni un po' di partigianeria!).

    Cordiali saluti,

    Simone Bracci

    P.S.
    Le rinnovo l'invito fatto tramite email!!

    RispondiElimina
  15. Ingegnere Buon Pomeriggio
    ho due attività comunicanti nello stesso stabile Una servita da una U.T.A enorme che definiscono multizona e l'altro pezzo con una U.T.A normale
    la prima anomalia che ho riscontrato è che entrambe usano lo stesswo circuito dei fluidi e quindi un solo contatore (ma mi mandano due bollette)
    la seconda e che nel periodo maggio settembre ho consumato più aria calda che fredda??
    Mi è stato risposto che è normale perchè con l'aria calda stiamo deumidificando??
    ossia dalla multizona esce l'aria freddae dall'altra U.T.A esce quella calda che finisce poi negli stessi ambienti
    A me sembra una storia per giustificare dei costi gonfiati ma mi vorrebbe il parere di un'esperto
    E mai poossibile controllare l'umidita di un ambiente immettendo in contemporanea aria fredda ed aria calda??
    in attesa
    Un saluto
    Tiziano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi perdoni, ma non credo di aver ben capito ...

      Avrei bisogno di altre informazioni tipo: Impianto a tutt'aria o misto aria-acqua? E' a tutta aria esterna o c'è anche il ricircolo? Ci sono delle lavorazioni particolari negli ambienti climatizzati, tipo polveri, per cui ci vuole un grande ricambio d'aria?

      Le UTA sono le unità di trattamento aria, mi dice che utilizzano lo stesso circuito acqua, ora domando:
      Con cosa viene scaldata (d'inverno) e raffrescata (d'estate) l'acqua del circuito comune?
      Se usano lo stesso circuito d'acqua... quest'acqua sarà o calda o fredda ... come è possibile che si produca sia aria calda che aria fredda?

      Se c'è un solo circuito di "fluidi" ... c'è una sola pompa di calore che fa l'acqua calda d'inverno e l'acqua refrigerata d'estate? Questa pompa di calore (che darà il maggior consumo di energia elettrica) sarà collegata ad un contatore di energia elettrica, poi ognuna delle due UTA avrà il suo (relativamente piccolo) consumo di energia elettrica per i ventilatori e le pompe di circolazione.

      Ci sono forse dei contabilizzatori sui circuiti che vanno alle UTA?



      Per quanto riguarda il controllo dell'umidità:

      Nei funzionamenti normali il concetto è semplice:
      D'estate, per deumidificare, si fa passare l'aria calda e umida (che c'è all'esterno), fra delle batterie di lamelle tenute a bassa temperatura dall'acqua refrigerante, l'aria calda e umida, portata così a bassa temperatura, condensa sulle batterie e poi si può quindi immettere aria fresca e deumidificata negli ambienti.
      Nei casi in cui si vuole il controllo igrotermico totale (temperatura ed umidità relativa), quando si deve abbassare di molto l'umidità (e quindi portare l'aria anche a meno di 8-9 °C) e nei casi in cui la temperatura di immissione non può essere troppo bassa (per il disagio di avere aria troppo fredda nelle mandate) allora serve anche un post-riscaldamento della miscela d'aria e per far questo ci vuole anche una batteria calda (strano d'estate, ehh!) e quindi serve e si consuma anche acqua calda ...


      D'inverno si fa passare l'aria fredda e umida (che c'è all'esterno) fra le solite batterie tenute questa volta calde dall'acqua riscaldata del circuito ... l'aria si riscalda, si dilata e l'umidità relativa si abbassa ... in certi casi si abbassa troppo e allora ci vuole un umidificatore ed un successivo post-riscaldamento.
      Quindi d'inverno ci vuole solo acqua calda.

      In attesa di informazioni più dettagliate posso rispondere alla sua domanda
      "E' mai possibile controllare l'umidita di un ambiente immettendo in contemporanea aria fredda ed aria calda??"

      E' possibile d'estate, ma magari l'aria va prima miscelata e poi immessa negli ambienti.
      Una certa portata di aria fredda che è "troppo fredda" e molto secca, viene mescolata con aria calda (mediamente secca) e si ottiene una temperatura di immissione accettabile (14-18°C - ma dipende dai casi) con una umidità relativa del 50% (perfetta).

      Spero di non essere stato troppo tecnico e/o incomprensibile!

      Aspettando maggiori info, saluti,

      Simone

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  16. Ingegnere Buon Giorno
    Se potesse mandarmi un suo recapito dove contattarla
    magari cercherei di essere più preciso e riuscirei a descrivere meglio il tutto
    La quando fosse possibile può mandarmi un suo contatto
    alla seguente mail
    maguardailcaso@libero.it
    In attesa
    Un cordiale saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ok, ma mi scriva direttamente, l'email la trova sul mio sito:

      https://sites.google.com/site/studiosimonebracci/home

      in fondo alla pagina.

      Elimina
  17. Buonasera,

    vorrei installare nella mia abitazione un impianto solare termico a circolazione forzata che mi serva per la produzione di acqua calda sanitaria e nei mesi invernali come integrazione alla pompa di calore (Ferroli) che uso come fonte di calore per un impianto di riscaldamento a fan-coil.

    La mia idea è quella di dividere in qualche modo gli impianti e quindi di utilizzare i collettori per riscaldare acqua sanitaria in un boiler (da 150lt max con eventuale resistenza elettrica) ed una volta raggiunta la temperatura impostata trasferire il liquido riscaldante ad uno scambiatore a piastre posto tra la mandata o il ritorno della pompa di calore dove è già presente un circolatore ed un serbatoietto inerziale.

    E' un idea realizzabile?

    E' possibile avere uno schema dell'impianto?

    Attendo Vs.,

    distinti saluti

    Vincenzo Lapenna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      le faccio subito una domanda:

      La pompa di calore Ferroli viene usata anche d'estate per raffrescare, con i fancoil, gli ambienti?

      Quando saprò la risposta potrò valutare meglio la situazione ...

      In ogni caso, la soluzione da lei prospettata potrebbe avere delle criticità, la prima che mi viene in mente
      è che lo scambiatore a piastre posto tra la mandata e il ritorno della pompa di calore sfrutterebbe l'energia solare solo mentre la pompa di circolazione è in funzione ed inoltre si rischia di trasferire calore dalla Ferroli ai pannelli solari ... (invece che viceversa).

      Altra cosa ... i pannelli solari hanno poca potenza ma possono fornire, nell'arco della giornata, molta energia, che andrebbe raccolta e stoccata in tutte le ore di sole, altrimenti non c'è vantaggio ...
      Ora ... per raccogliere tutta l'energia solare possibile non c'è altra scelta che un boiler abbastanza capiente, nel suo caso vedrei bene dei boiler che si chiamano "Tank in Tank", non sono altro che due serbatoi in cui uno sta a "bagno Maria" nell'altro.
      Il boiler che sta dentro (e sta in alto) è quello dell'acqua calda sanitaria (quindi più piccolo), invece quello grosso (con l'acqua tecnica) è quello che viene riscaldato dalla pompa di calore (anche direttamente senza scambiatore) e dai pannelli solari (questi invece con una serpentina/scambiatore).

      Questa soluzione ha molti vantaggi, per semplicità ed efficienza, ci pensi un po' e mi dica se può essere un buon progetto.

      Il serbatoio dell'acqua sanitaria, stando in alto, avrà la temperatura più alta di tutto il "Tank", se poi però tale temperatura risultasse sempre troppo bassa (le pompe di calore "normali" non fanno acqua a più di 45°C), può sempre mettere una serpentina a resistenza elettrica immersa nella parte bassa del serbatoio a.c.s. (acqua calda sanitaria).

      Il serbatoio grande (quello dell'acqua tecnica) avrebbe una duplice funzione, permetterebbe l'accumulo di tutta l'energia termica nell'arco delle ore con irraggiamento solare, farebbe funzionare con maggiore efficienza la pompa di calore, evitandogli accensioni e spegnimenti troppo ravvicinati e non facendola lavorare ai massimi regìmi (tutte cose che aiutano il rendimento e quindi il risparmio di energia elettrica e quattrini!).


      Saluti,


      Simone Bracci

      Elimina
    2. La ringrazio per l'attenzione,

      SI la pompa di calore funziona anche per raffrescare in estate.

      Nella mia soluzione ponevo lo scambiatore a piastre o fra la mandata o fra il ritorno con delle valvole che non permettono il ciclo inverso(in quanto dalla pompa di calore esce già acqua di riscaldamento e non acqua tecnica), ovviamente con delle chiavi che in estate andrò a chiudere per non portare l'acqua fredda allo scambiatore.

      Il mio pensiero (da inesperto ...) è che se si riesce a far partire il circolatore con un sensore di temperatura (o qualche altro sistema simile) nel momento in cui rileva acqua calda dalla parte dello scambiatore tutto l'impianto diventa un accumulo e quindi quando il termostato darà il consenso alla pompa di calore troverà già acqua calda nell'impianto o quantomeno preriscaldata.

      Inoltre, per quanto riguarda i collettori avevo pensato a due sottovuoto (Rossato T12CPT).

      Spero di non aver detto tante stupidagini,

      Saluti

      Vincenzo Lapenna

      Elimina
    3. Non capisco cosa intende con "tutto l'impianto diventa un accumulo", di quale parte dell'impianto parla? Di tutto il circuito, compresi i fancoil?

      Se è così ... potrebbe essere una buona idea ...
      L'unica cosa è prevedere il sistema automatizzato che, una volta scaldata l'a.c.s. con i pannelli solari, passi a scaldare lo scambiatore sul circuito del riscaldamento, mi pare che alcune centraline solari abbiano già la possibilità di gestire due diversi boiler e di attribuire la priorità ad uno dei due.

      Per gestire il circolatore del circuito fancoil e fare le cose per bene, bisognerebbe monitorare la differenza di temperatura (delta T) fra la parte solare e la parte circuito fancoil e non affidarsi solo alla temperatura della parte solare (per dare il consenso al circolatore), questo per evitare di far partire il circolatore quando non ci può essere scambio termico favorevole (cioè da solare a circuito e non viceversa).

      Il fatto che ci siano i fancoil, aiuta, perchè (al contrario dei radiatori) fin quando non parte il ventilatore interno non cedono granchè ai locali (ma un po' si!!). In pratica potrebbe trovarsi un gran caldo (eccessivo e non voluto) in casa.

      Due perplessità:
      1) Ma quanta acqua ci sarà nel circuito? Sarà sufficiente a immagazzinare il calore nell'arco di una giornata?

      2) Con il solare termico si usano i boiler "alti" per mettere la serpentina solare nella parte più bassa del boiler dove c'è l'acqua il più fredda possibile, per ottimizzare lo scambio termico ... nel suo caso l'acqua avrebbe tutta la stessa temperatura media...


      Per quanto riguarda la marca e la qualità dei pannelli, non posso esserle d'aiuto, posso dirle che i tubi sottovuoto sono i più adatti al funzionamento invernale, reirradiano di meno quando fa freddo fuori.

      Spero di essermi spiegato "abbastanza" bene, è difficile essere chiari nelle descrizioni di queste soluzioni, l'equivoco è sempre dietro l'angolo!


      Saluti,

      Simone Bracci

      Elimina
    4. Perfetto, ci siamo intesi benissimo, era quello che volevo dire.
      Lei sarebbe così gentile da farmi uno schema dell'impianto con le varie valvole, chiavi, dimensionamenti e caratteristiche necessarie delle parti?
      Purtroppo non riesco a dirle quanta acqua c'è nell'impianto, ma le posso dire che sono circa 120 mq di casa su 2 livelli.
      Grazie
      Vincenzo Lapenna

      Elimina
    5. Intanto spiego meglio le due ipotizzate magagne:

      1) I termostati sui fancoil (normalmente) agiscono sul motore dei ventilatori interni al fancoil ma non chiudono il passaggio di acqua, quindi può succedere che il termostato spenga il ventilatore ma l'acqua calda continua a fluire nel fancoil tenendolo caldo ... il fancoil a sua volta, anche senza ventilazione forzata, apporta sempre calore alla stanza, per ventilazione naturale e per irraggiamento;

      2) Le serpentine solari possono avere diverse temperature a seconda dell'irraggiamento sul pannello solare, si va dai 25°C ai 98°C. Se la serpentina, ad una certa ora del giorno si trova a 25°C e la immergo in acqua a 45° ... ovviamente non cederà alcun calore, ma, anzi, lo assorbirà ... quindi per prelevare la massima energia possibile dall'impianto solare devo cercare di immergere la serpentina in acqua il più fredda possibile... e come si fa? Si sfrutta la proprietà naturale dell'acqua fredda di essere più pesante dell'acqua calda, se messa in un boiler cilindrico "alto" l'acqua si stratifica, quella calda sta in alto e quella fredda in basso ... e in basso ci immergo la serpentina solare. Nel circuito fancoil del suo caso non c'è stratificazione, anche perchè l'acqua viene ricircolata e mescolata dalla pompa, così l'acqua è tutta alla stessa temperatura e quando arriva, ad esempio, a 40°C, non siamo più in grado di cedergli calore dal solare fino a che il circuito solare non sia più caldo di, diciamo ... 45°C. Funziona lo stesso, ma con un rendimento molto più basso. Mi sono spiegato meglio?


      Simone Bracci

      Elimina
    6. Buongiorno,

      purtroppo non essendo un tecnico capisco le problematiche (almeno penso) ma non riesco a dare soluzioni plausibili (magari se è così gentile dovrebbe indicarmele lei...)

      Per la prima non dovrebbe essere un grosso problema anche perchè penso che in pieno inverno l'acqua non dovrebbe raggiungere temperature così alte da riscaldare tanto gli ambienti (ma magari...significherebbe aver fatto centro!), ma se così fosse potrei intervenire sulle chiavi dei fan coil strozzando leggermente le mandate.

      Per la seconda consideriamo che l'impianto solare deve dare la precedenza assoluta al boiler ACS e solo quando l'acqua è calda a temperatura impostata, deve commutare sullo scambiatore a piastre per il riscaldamento e tornare nuovamente sul boiler non appena la temperatura dell'acqua scende sotto i gradi impostati (così evitiamo di avere uno scambio al contrario).

      Questo è il mio pensiero, ma potrei sbagliarmi...

      Ho individuato su internet un kit di solare termico (trova le caratteristiche in allegato) che non mi sembra male in termini di qualità/prezzo, sarebbe così gentile da valutarlo e magari dirmi se c'è qualcosa che non quadra?

      inoltre volevo indicarle il mio modello di pompa di calore:

      Ferroli RVL 19 IP VB/AB + kit di accumulo dove ci sono un circolatore ed un piccolo serbatoio inerziale.

      Quello che a me interessa maggiormente sapere, nello schema tecnico, è soprattutto dove e che tipo di valvole/chiavi e sensori bisogna inserire nell'impianto per farlo funzionare correttamente.


      La ringrazio per l'attenzione che mi ha dato fino ad ora,

      Vincenzo Lapenna

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    7. Ok, ci studio un po' ...

      Ma adesso (ad oggi) l'acqua calda sanitaria con cosa la produce?

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    8. Al momento l'acqua calda sanitaria la produco ancora con una vecchia caldaia a gas (ed l'ultima cosa a gas che mi è rimasta) che devo eliminare, visto che ho un fotovoltaico da 4 kw.

      Elimina
    9. Le invio una prima bozza.

      Gli schemi sono allegati qui:

      https://docs.google.com/file/d/0B5KTiEHcz-VDZXNwZFRvTm1ZUWs/edit?usp=sharing

      e qui:

      https://docs.google.com/file/d/0B5KTiEHcz-VDNHZnYlJFV3JLZkE/edit?usp=sharing


      Con questa soluzione si risolve anche il problema di togliere di mezzo la vecchia caldaia a gas, dato che la pompa di calore Ferroli servirà anche a produrre acqua calda sanitaria ... quindi utilizzando energia elettrica che lei produce con il fotovoltaico.
      In caso di sovraproduzione dal solare, si preleva un po' di energia termica dal bollitore (sul ritorno dell'impianto fancoil) e si utilizza per il circuito di riscaldamento ... (caso B), utilizzando la stessa serpentina.

      Ora si tratta di scegliere il bollitore a due serpentine (molto comune in commercio per gli impianti solari con integrazione da caldaia) e specificare bene come collegare i comandi elettrici fra una centralina solare, (anche questa già predisposta per i circuiti solari con integrazione, molto comuni in commercio), la valvola deviatrice e la valvola on-off.


      Guardi un po' se si capisce come funziona,

      saluti,

      Simone Bracci

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    10. Per i lettori del Blog:
      Il presente post, con botta e risposta, è stato riportato tutto insieme sul blog, in realtà la conversazione ha avuto luogo con messaggi privati (email).

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    11. Una cosa fondamentale da tenere a mente è che la serpentina superiore deve avere una sezione di passaggio non troppo ridotta, altrimenti la portata di ritorno dai fancoil non riesce a transitare agevolmente e quindi la prevalenza ai fancoil diminuisce troppo (nel caso B), inoltre la stessa serpentina deve essere in grado di riscaldare l'acqua sanitaria con una temperatura primaria di 43°C (temperatura massima che ci possiamo aspettare dalla pompa di calore), quindi tenga conto che non avrà mai acqua sanitaria a più di 41°C (a parte d'estate). Quindi sarà bene che la capacità del boiler sanitario (a due serpentine) non sia inferiore ai 300 litri.

      Simone Bracci

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    12. Buongiorno, ti ringrazio per il lavoro ed il tempo che mi hai dedicato, però quello che avevo in mente era altro. Ti allego una foto con una bozza fatta a mano di quello che vorrei realizzare.
      Non vorrei far entrare la pompa di calore nel boiler perché non riscalda tanto e nelle giornate più fredde fa fatica ad alimentare il riscaldamento (magari quando deciderò di cambiarla ne prenderò una più prestante).
      Posso comunque pensare di montare già da ora un boiler a doppia serpentina che potrebbe essermi utile in futuro.
      Spero di essermi spiegato meglio.
      Ps: mi spiegheresti la differenza tra una pompa solare ad una e due vie?
      Saluti
      Vincenzo Lapenna

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    13. Ho visto lo schema in fotografia.

      Bisogna decidere, per prima cosa, come si integra la produzione di a.c.s., perchè con il solare da solo non è possibile.
      La resistenza elettrica è un enorme spreco di energia e mi rifiuto di prenderla in considerazione!!

      Il collegamento (deviazione) verso lo scambiatore a piastre (o sulla serpentina alta) deve essere sul circuito di ritorno dai fancoil, altrimenti sulla mandata la temperatura è troppo alta e non si scambia niente.

      Lo scambiatore a piastre ha un rendimento più basso, ha più perdite di calore ... insomma lo sconsiglio.

      Ogni volta che parlo di spreco di energia, rendimento basso e perdite di calore ... tutto si traduce in euro spesi in più per il funzionamento annuale dell'impianto.

      Per evitare di integrare l'a.c.s. con la Ferroli, basta togliere il tronco con la valvola on-off (vedi pdf allegato).

      Il sistema con due serpentine è ottimizzato come rendimento e come versatilità, il suo sistema con lo scambiatore a piastra, funziona certamente, basta mettere un'altra valvola deviatrice sulla mandata della pompa solare, deviandola sullo scambiatore (vedi altro pdf).

      Attenzione: Sul circuito solare, in casi particolari (d'estate), si raggiungono altissime temperature,
      anche 110 °C e non tutte le valvole deviatrici con attuatore, resistono a tali temperature!!
      Ad esempio quelle ICMA nel pdf allegato resistono solo fino a 95°C.
      Stessa cosa va tenuta presente per lo scambiatore a piastre.

      Una centralina solare adatta è la "Unità di controllo art. S303" qui: http://www.icmaspa.it/products.php?id=320


      Conosco le valvole a tre e quattro vie, ma le pompe a due vie ... no.


      Saluti,

      Simone

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    14. Buongiorno, grazie per i consigli e gli schemi, adesso valuterò cosa è meglio fare (anche in base ai costi).
      Un altra domanda volevo farle, ma per il funzionamento estivo di raffrescamento va bene comunque l'impianto così sistemato?
      Per quanto riguarda la pompa solare la mia domanda era per quelli che la ICMA chiama circolatore solare solo mandata o mandata e ritorno.. Qual'è la differenza?
      È riuscito a dare un occhiata a quel kit che avevo trovato?
      Buona giornata
      Vincenzo Lapenna

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    15. Per il funzionamento estivo deve rimanere sempre sul "caso A" ...


      Il kit che mi ha mandato e che ho visionato ha tutto quel che serve, ma non c'è nessuna garanzia sulla qualità dei componenti, la "marca" non la conosco. (e il boiler ha una sola serpentina)

      I gruppi di mandata e ritorno o solo ritorno differiscono nel fatto che hanno o meno l'attacco sulla mandata, ma funzionano allo stesso modo, in pratica si può vedere la temperatura sulla mandata, ma non serve a molto.

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    16. Le invio gli schemi senza l'integrazione da P.d.C. e con lo scambiatore a piastra, in caso volesse fare l'impianto come inizialmente lo aveva pensato:

      "Con scamb piastra e senza integrazione da PdC - Sig-Lapenna - 15-10-2013.pdf" ---> qui:

      https://docs.google.com/file/d/0B5KTiEHcz-VDN0FXeUlTcDhCNm8/edit?usp=sharing


      E "Senza integrazione da PdC - Sig-Lapenna - 15-10-2013.pdf" ---> qui:

      https://docs.google.com/file/d/0B5KTiEHcz-VDSEY5TlZNb0plV1E/edit?usp=sharing

      Saluti,

      Simone Bracci

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  18. Buongiorno ingegnere,
    ne approfitto per chiederle un parere. Ho acquistato una casa degli anni 50 da ristrutturare. Devo decidere che tipo di riscaldamento far installare io sarei orientato per un riscaldamento a pavimento. La casa è su tre piani ed è così composta: seminterrato adibito a lavanderia e piccola taverna 35mq, pianterreno circa 40mq composto da openspace (cucina-sala) e un bagnetto, primo piano due camere e un bagno.
    Attualmente ci sono dei caloriferi ma la caldaia devo per forza cambiarla.
    Lei che tipo di riscaldamento mi consiglia tenendo conto che abito in provincia di Milano, che è presente l'allacciamento al metano e delle poche possibilita' economiche a mia disposizione.

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    Risposte
    1. La ringrazio in anticipo per la sua cortesia.
      Saluti.

      Emanuele N.

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    2. Buongiorno, vediamo di orientare la scelta...
      L'uso della casa sarà "intensivo" oppure ci sarete solo la mattina e la sera?
      Se si mettono i pannelli radianti a pavimento si ottiene un gran comfort e un buon risparmio di energia, però di solito non vale la pena rifare i pavimenti solo per installarli. Inoltre, con i pannelli a pavimento, conviene tenere l'impianto sempre acceso, in modo da mantenere la casa al giusto tepore, è inutile spegnere nei momenti di assenza, data l'enorme inerzia termica dei pavimenti. La scelta dipende da lei, per spendere il meno possibile potrebbe riutilizzare i radiatori esistenti e installare una nuova caldaia ad alto rendimento (ma non necessariamente a condensazione). Altra ipotesi (un po' più costosa) potrebbe essere quella di cambiare i radiatori esistenti con altri più grandi (come superficie di scambio) e installare una caldaia a condensazione che lavori a bassa temperatura (50°C, quindi con l'altissimo rendimento della condensazione) proprio grazie ai radiatori maggiorati che riescono a fornire il necessario calore anche con l'acqua a bassa temperatura. In ogni caso, se ha il metano, utilizzi quello, è ancora il più conveniente.
      Per un risparmio negli anni, dovrebbe valutare le strutture della casa, se, ad esempio, non avesse gli infissi finestrati con i doppi vetri e/o i telai isolanti ... metta subito in conto di sostituirli!

      Saluti,

      Simone Bracci

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  19. Buonasera,
    sto valutando opportunita' di eseguire un cappotto sulla mia abitazione....si tratta di un casa colonica singola zona climatica "E"....ristrutturata primi anni 90
    Visto che su un lato ( quello a rivolto a sud ) sono presenti pilastri in mattoni vecchi e altre pezzi di muro in sasso a vista, vorrei realizzare il cappotto sugli altri 3 lati.
    Volevo chiederle pur sapendo che tale intervento non sara' ottimale per quanto riguarda risparmio energetico, se comunque valeva la pena proseguire su tale strada oppure se lasciare un lato "scoperto" precludeva un buon risultato.
    Ne approfitto anche per chiedere se ritiene necessaria, per la sua esperienza,intervenire sugli infissi ( finestre in legno pieno con doopi vetri 4 / 9 / 4 ) e sul solaio.
    La ringrazio in anticipo per la sua gentile risposta

    Matteo T.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      se non ho capito male, il muro a sud è bello esteticamente e lo vorrebbe mantenere a vista ... e mi par giusto. Il fatto che sia a sud ... è un bene, è meno esposto al freddo e viene riscaldato dal sole. Quindi diciamo che "tappare" 3 lati su 4 può anche andare bene, il risultato non sarà massimo ma sempre più che buono. Potrebbe prevedere di mettere (sulla parete a sud), dall'interno, 4 o 5 cm di intonaco termoisolante (ce ne sono molti in commercio), funzionano bene. Se le finestre attuali sono con i telai in legno ed il vetro camera 4/9/4 , manterrei quelle, metterne un tipo più performante non cambierebbe di molto. Il solaio (di copertura, credo di capire) invece può essere importante, come è fatto attualmente? Dove affaccia? Su una soffitta o sull'esterno?

      Saluti,

      Simone Bracci

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  20. Per prima cosa la ringrazio per la celere risposta.
    Anche io avevo pensato ad un intervento all’interno sulla facciata a sud ma vorrebbe dire intervenire su scatole elettriche, spostamento di stufa a pellet,ecc…intervento non leggerissimo ed “ indolore”…
    Per quanto riguarda il solaio, la casa e’ divisa meta’ su tetto mansardato ( 2 strati di tabelle intramezzate da 6cm di lana di vetro ) e l’ altra meta’ invece a copertura di solaio non abitabile ( anche questo fatto di 2 strati di tabelle intramezzate da 6cm di lana di vetro )….entrambi sono a falda meta’ rivolta a sud e meta’ a nord.
    Ne approfitto della sua cortesia e competenza per chiedere un altro paio di “ consigli”…..: mi e’ stato fatto un rapido e “grezzo” calcolo sulla trasmittanza delle pareti ( 1.18 ) , finestre( 2.57 ) e tetto ( 0.62 )….come posso trovare la percentuale di quanto incide la dispersione di ogni singola componente ??
    Ultima cosa….attualmente ho una caldaia a gpl……altro ipotesi su cui sto facendo valutazioni e’ la sostituzione con caldaia a pellet…..ho letto sui vari forum che si potrebbe ipotizzare ( solo con la sostituzione della caldaia ) un risparmio di circa il 30/40%...sono dati attendibili o troppo ottimistici ??

    saluti

    Matteo T.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      dato che nel solaio ci sono i 6 cm di lana di vetro, allora lascerei fare così ...

      La trasmittanza si misura in W/m²K, quindi se la moltiplica per il "delta T" e per i mq di superficie interessata ... trova la potenza (Watt) dispersa dalla struttura.
      Il K sta per gradi Kelvin ed è la differenza di temperatura fra la superficie interna e la superficie esterna della struttura, se in casa ci sono 20°C e fuori (quando fa il massimo freddo) ci sono 0°C ... 20 - 0= 20 ... ed il delta T è 20.
      Ad esempio una sua finestra con una trasmittanza di 2,57 W/m²K e, supponiamo, 0,8 mq di superficie, disperderà una potenza di 2,57 * 0,8 * 20 = 41,12 Watt, lo stesso calcolo si fa per le pareti e per il solaio (il tutto molto "a spanne").
      Poi somma tutte le potenze di dispersione della stanza e, dividendo i 41,12 Watt per la somma delle potenze, ... trova la percentuale di incidenza della finestra.

      Per quanto riguarda il confronto diretto fra GPL e Pellet ...

      Prendendo a riferimento i prezzi medi di GPL e Pellet (i prezzi variano molto e purtroppo aumentano, anche la qualità del gpl e del pellet può variare), si ha che:

      Il pellet costa 0,063 euro per fornire 1 kWh di energia termica;
      Il GPL costa 0,19 euro per fornire 1 kWh di energia termica.

      Quindi supponiamo che la sua abitazione abbia bisogno di 6000 kWh all'anno (valore plausibile).

      A Pellet spende, in un anno, 0,063 * 6000 = 378 euro

      A GPL spende, in un anno, 0,19 * 6000 = 1.140 euro

      Il pellet va stoccato in un ambiente riparato e non deve prendere umidità ... poi ... non dico altro!

      Un saluto,

      Simone Bracci

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  21. grazie nuovamente
    Dalla sua risposta conferma quindi il buon risparmio con una caldaia a pellet ma non mi sembra molto convinto di questa soluzione...ci sono forse contoindicazioni che non ho considerato...??

    Le chiedo ultimi consigli ..

    1 ) tenendo come buoni i valori di trasmittanza segnalati nella mia mail precedente.....e l' informazione dell'utilizzo attuale di caldaia a gpl ( abito in zona demetanizzata ) tra tutti quelli possibili quali intervento/i mi consiglierebbe di fare ?? le superfici sono le seguenti...32 mq finestre, 128 mq solaio di sottotetto non riscaldato,79 mq parete a sud, 140 mq le altre 3 pareti ( la casa e' su due piani con una porzione di un lato in contatto con altra abitazione )

    2 ) una volta che conosco la potenza dispersa dalla struttura ( con il calcolo che mi ha suggerito ) come calcolo la reale perdita ipotetica annuale di ogni singolo componente ( parete, finestre, ecc.. )??
    Cosi’ì dopo su questo valore potro’ fare delle simulazione ipotizzando interventi diversi con diverse riduzioni dei valori di trasmittanza e verificare cosi’ costi/benefici

    3 ) i seguenti costi rilevati da internet…costo cappotto 80 euro mq, infissi 1000 mq e intervento su tetto o solaio 50 euro mq possono essere valori abbastanza veritieri ??

    grazie nuovamente e buona giornata

    Matteo T.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le posso garantire che passando dal GPL al pellet, avrà un enorme risparmio economico (a prescindere dall'isolare meglio la casa), la mia battuta "non dico altro" voleva suggerire l'evidenza del risparmio!

      Le controindicazioni del pellet possono essere lo spazio occupato dai sacchettoni, il dover rifornire la caldaia ogni tre o quattro giorni, il dover ripulire il bracere ogni settimana (dipende dai modelli di caldaia), e ... non mi viene in mente altro.

      Lo 0,62 del tetto va bene così.
      Ma davvero ha 32 mq di finestre? E' tantissimo!
      La trasmittanza di 2,57 però è accettabile ed inoltre andare a sostituire 32 mq di finestrature con un vetro 4-15-4 o 5-18-5 basso emissivo, è un impegno economico troppo oneroso.

      Le pareti ... 1,18 è un po' troppo, poi in totale sono 420 mq (esclusa quella a sud), il cappotto lo farei.


      Per quanto riguarda il calcolo che vuole fare, la spiegazione diventa un po' tecnico/scientifica ...

      Dovrebbe cercare i "gradi giorno" della sua zona geografica, poi calcolare il "coefficiente di dispersione Ht" della struttura in esame, poi ...
      è meglio se mi scrive all'indirizzo email che trova in fondo alle pagine del mio sito web:

      https://sites.google.com/site/studiosimonebracci/home

      così posso allegare alcuni files di esempio.

      I prezzi ... ho recente notizia di un cappotto di 10 cm in eps, preventivato a 40 euro/mq. Il prezzo non è lineare, si abbassa all'aumentare della superficie da rivestire.

      Simone Bracci

      Elimina
    2. Per prima cosa vorrei farle i complimenti…e’ difficile trovare una persona cosi’ disponibile, amante del proprio lavoro e nello stesso tempo esaudiente e competente

      Per verificare mia situazione e fare alcune “simulazioni” come ha giustamente scritto lei manca qualche dato…allora io abito a Reggio emilia, quindi gradi giorni 2560, zona climatica E…dopo pero’ mi fermo li’….se mi riesce a far avere qualche esempio di come dopo posso procedere….

      Ultima cosa…..in una risposta precedente mi ha scritto “Quindi supponiamo che la sua abitazione abbia bisogno di 6000 kWh all'anno (valore plausibile).”…

      Quindi calcolando A GPL spende, in un anno, 0,19 * 6000 = 1.140 euro
      Il mio consumo reale e’ invece circa 4000 litri di gpl ( lo pago come prezzo medio 0.85…quindi 3400 euro ) + 2 bancali di pellet ( lo pago mediamente 4.30 )…quindi 619 euro ……per “vivacchiare “ con una temperatura interna tra i 19 ed i 20…..non oltre…

      Quindi qualcosa che non va in tutti i miei “ numeri” ci deve essere…..spendere 4000 euro circa….e non avere una temperatura adeguata in casa….

      Riassumo dati piu' precisi della mia casa :

      mq 290 circa ( due piani da 145 mq )

      parete a sud 96 mq ( di cui 17 mq di finestre )

      parete a nord 96 mq ( di cui 15 mq di finestre )

      parete a ovest 36 mq ( di cui 26 in contatto con altro appartamento riscaldato – nessuna finestra )

      parete a est 36 mq ( di cui 20 in contatto con garage non riscaldato – nessuna finestra )

      copertura con solaio non abitabile

      riporto i dati di trasmittanza “ grezzi” che mi sono stati calcolati ( secondo me spanno metricamente, none’ stato fatto neppure un sopraluaogo…dati ricavati tutti dal disegno ) durante intervento di piccola ristrutturazione 5 anni fa :

      infissi 2.57 ( doppi vetri non ricordo se 4 -9-4 oppure 4- 6 – 4 )

      tetto ..0.67 .solaio non abitabile " standard anni 90" e tetto formato da tabella di 2 cm con copertura di onduline eternit e sopra coppi vecchi

      parete 1.18 ( parete spessore 47 cm…composta da mattoni doppi uni spessore 25 cm , 4 cm di EPS , e altri 12 cm di mattoni doppi uno )

      secondo il suo parere dove e’ il problema ??? davvero con un buon cappotto potrei avere un notevole risparmio ???

      nel frattempo ho chiesto un sopraluogo ad un suo collega per verificare attendibilita' dei dati e studiare il da farsi.

      grazie ancora
      saluti

      Matteo

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    3. Ringrazio per i complimenti e devo dire che è vero, sono uno dei pochi fortunati a cui piace il proprio lavoro ...

      Importante notare che i 6000 kWh all'anno sono plausibili per un appartamento di 80 mq, in classe enrgetica E.
      Vorrei rifarmi ai metodi della certificazione energetica (ora di gran moda), senza (per ora) addentrarsi nei complicati calcoli che troverà nei due files allegati.
      La certificazione energetica attribuisce una classe (da A a G) per i fabbricati, in A abbiamo bassi consumi ed in G altissimi consumi (per il riscaldamento ed espressi al mq e all'anno)

      Supponiamo che la sua casa sia in classe F, la classe F ha un Epgl (energia primaria globale) da 95,8 a 132,4 kWh al metro quadro ed all'anno.

      L' Epgl è la somma di:
      EPgl= EPi + EPacs

      Questi simboli indicano:
      EPi: è l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale;
      EPacs: l’indice di prestazione energetica per la produzione dell’acqua calda sanitaria;


      (guardi in questo sito: http://www.certificato-energetico.it/prestazione-energetica.html)

      Lei usa il gpl anche per l'acqua calda sanitaria, quindi useremo EPgl, poi diamo circa nel mezzo e prendiamo per la sua casa un Epgl = 100 kWh/mq*anno
      290 mq fanno ----- 290 * 100 = 29.000 kWh/anno
      Quindi calcolando A GPL spende, in un anno, 0,19 * 29.000 = 5.510 euro !!!

      Ad occhio quindi ci siamo, magari la sua casa adesso ha un Epgl di 74 kWh/mq*anno (quindi sarebbe in classe E), con 74 di Epgl vengono 74*290= 21.460 kWh che portano ad un costo annuale del gpl di 21.460 * 0,19 = 4.077 euro.

      Facendo i lavori di isolamento, magari la casa passa in classe C con un Epgl di 50 kWh/mq*anno che portano ad una spesa annuale (di gpl) di 2.755 euro.

      Se poi vuol provare a fare i calcoli approfonditi (come sui due files allegati all'email), per giudicare il peso degli eventuali interventi, sarebbe certo utile e, nel caso in cui non ci riuscisse da solo, risentiamoci!!

      Saluti e buone feste,

      Simone Bracci

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  22. Salve a tutti, ho una domanda un po' tecnica, non so neppure se esista la risposta.

    Qualcuno conosce la formula per calcolare la potenza termica KWh necessaria, per scaldare un ambiente di cubatura X e coefficiente energetico Y, aumentandone la temperatura da quella iniziale T1 a quella finale T2, in un dato lasso di tempo?

    Esempio:

    vogliamo sapere quanti Kw termici servono, in un ambiente di 50m3, coefficiente energetico C, temperatura iniziale 10gradi da portare a 25gradi in 30minuti. questo per potere dimensionare la stufa.

    Il caso pratico e' che devo prendere una stufa a pellet, da mettere dentro una pool house di legno in giardino all' interno del quale c'e' una minipiscina. Se voglio fare il bagno e in casetta ci sono 10 gradi, voglio sapere per portarla a 25 gradi in mezz'ora, che potenza termica serva.

    chiaramente i numeri sono inventati per cui se esistesse la formula, me la adatto con le misure reali (che ancora non conosco)

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    1. Buona notte (data l'ora!),
      il suo è il classico problema della vasca che ha un buco sul fondo, la vogliamo riempire in un determinato tempo... e poi magari mantenere ad un certo livello.

      Facciamo tutte le semplificazioni del caso e trascuriamo alcuni aspetti .... Supponiamo che il buco porti via G Watt di potenza termica (e supponiamo che sia costante, cosa non vera ... perchè aumenta all'aumentare della temperatura dell'aria interna) e sia P la potenza termica che noi immettiamo. Sia poi V il volume d'aria alla temperatura T1 che noi vogliamo portare a temperatura T2 (con T2>T1). Supponiamo che l'aria calda si mescoli molto, ma moooolto velocemente all'aria fredda.

      La capacità termica volumica dell'aria (ρa ca) è
      considerata convenzionalmente pari a 0,34 Wh/m3K.

      Ossia se io fornisco 0,34 Wh di energia termica ad 1 m3 (metro cubo) di aria, ne innalzo la temperatura di 1°Kelvin.

      Quindi se io fornisco una energia

      E = (T2-T1) * 0,34 * V espressa in [Wh]
      innalzo di (T2-T1) °K un volume V d'aria in m3.

      Ora ... questa energia la posso fornire con grande potenza per poco tempo oppure con poca potenza ... mettendoci più tempo ...

      Ad esempio, se ci voglio mettere mezz'ora, la potenza dovrà essere di:

      [(T2-T1) * 0,34 * V] * 1/(0,5 h) = [(T2-T1) * 0,34 * V * 2] Watt

      Se mi accontento di metterci 3 ore:
      [(T2-T1) * 0,34 * V] * 1/(3 h) = [(T2-T1) * 0,34 * V * 0,333] Watt


      Mettiamo dei numeri ... V= 60 m3 ; T1= 10°C ; T2= 25°C
      G (dispersione) = 400 Watt. (in realtà è questo il valore che pesa molto nel calcolo, cioè la somma delle dispersioni per trasmissione e ventilazione del locale da scaldare)

      Voglio scaldare l'aria in mezz'ora.

      [(T2-T1) * 0,34 * V * 2] Watt = 15*0,34*60*2= 612 Watt

      A questa potenza devo sommare la dispersione G, quindi la potenza di cui ho bisogno è di 612 + 400 = 1.012 Watt

      Ma non abbiamo considerato gli spifferi, non abbiamo considerato che l'acqua nella piscina assorbe tanto calore ... se era a 10°C ... ma non credo, sennò chi ce lo fa il bagno?
      A che temperatura è l'acqua? Anche l'acqua (se caldina) contribuisce a scaldare un po' l'ambiente ...

      Insomma il calcolo è parecchio approssimato!

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    2. Intanto grazie, la sua risposta e' super professionale. Allora, all' interno la minipiscina ha 1000litri di acqua, che e' sempre a 37gradi. Pero' ha una copertura per non disperderne il calore: cosa che avviene solo quando tolgo la copertura, ovvero al momento di fare il bagno, ovvero credo che sia irrilevante.

      Elimina
    3. A questa potenza devo sommare la dispersione G, quindi la potenza di cui ho bisogno è di 612 + 400 = 1.012 Watt

      Per metro cubo di aria?

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    4. aggiunta: la casetta in esame, ha una dispersione di 240Kwh.

      lo so, va migliorata, adesso si tratta solo di avere la formuletta

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    5. in gradi C. sti K mi mettono una confuzione tremenda

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  23. aggiunta: la casetta in esame, ha una dispersione di 240Kwh.

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    Risposte
    1. Salve,
      1.012 Watt sono per tutti i 60 m3 della "casetta". Ossia 1,012 kW di potenza termica.

      240 kWh (kilo watt per ora) sono energia termica, di solito la dispersione per trasmissione ed infiltrazione, in un fabbricato, si esprime in Watt o KW e dovrebbe essere dell'ordine (per una stanza) di 0,6 kW fino a 2-3 kW.

      I gradi Celsius e gradi Kelvin sono identici quando si tratta di differenze di temperatura o delta T.

      Saluti,

      Simone Bracci

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    2. ma no, com'e' possibile? 1Kw termici, per una superficie del genere. e' impossibile. puo' controllare?

      lei pensi che con la stessa potenza, in casa in una camera, ci metto 3 ore solo per alzarla di 3 gradi.

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  24. Sono due potenze distinte, 612 watt è la potenza che serve a scaldare l'aria da 10°C a 25°C, senza considerare le perdite per trasmissione ed infiltrazione (o ricambio d'aria, che dir si voglia), mentre i 400 watt li ho messi a caso ... ma andrebbero calcolati conoscendo le strutture della casetta, la temperatura esterna, i serramenti, la tenuta all'aria (spifferi) ... ecc ...

    Se la casetta ha delle mini pareti in legno e dei serramenti con il vetro semplice, un tetto in lamierino ... può avere delle enormi dispersioni, si può arrivare anche a una potenza dispersa di 10 kW.

    Mentre per farsi un'idea delle potenze in gioco, per mantenere una stanza di una casa a 20°C, guardi a questo link:

    http://www.stiliac.it/calor/area-tecnica/calcolo-del-fabbisogno-termico


    Simone Bracci

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  25. allora ho capito. la casa in questione ha perdite mostruose, sono quelle casette di legno, spesse 70mm. abbiamo calcolato dispersioni di 8000.

    in pratica il ragionamento e', se avessimo perdita teorica zero, per portare da 10 a 25 in 30 minuti, sarebbero sufficienti circa 600watt. Per 60m3?

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    1. Si, è così ... e se dopo mezz'ora stacco la potenza di 612 Watt, i 25°C si mantengono indefinitamente ... per ore ed ore ...
      Se invece lascio accesa la potenza di 612 Watt ... dopo un po' ci posso cuocere il pane! Ma tutto questo ... "teoricamente"!

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    2. grazie davvero per la sua cortesia.

      ps. i catcpha sono IMPOSSIBILI ci metto sempre una vita a trovare quello che si capisca qualcosa

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  26. quanto costa un progetto per collegare 1 caldaia immergas a 11 stufa a pellet?

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  27. Buona sera ing. Simone, mi chiamo Roberto, io ho un dilemma che non riesco a risolvere.
    io ho 5 alloggi dotati di impianto centralizzato con caldaia a condensazione (risc + acs) con aggiunta di pannelli solari termici (per acs) di superf. 10mq, come faccio a calcolare ENERGIA ANNUA PRODOTTA DELLA FONTE RINNOVABILE?

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    1. Salve,
      la sua è una bella domanda ... non è per niente semplice stimare i fabbisogni annuali e la relativa copertura con i pannelli solari termici.
      C'è da fare un lavorone, fare il rilievo di tutte le strutture dei 5 alloggi, calcolare le dispersioni, calcolare il fabbisogno annuale di energia termica ... poi, per calcolare l'energia annua dei pannelli solari, ci vuole l'insolazione media della località, l'orientamento dei pannelli, altre info (rendimenti, ombreggiamenti, ecc..) ... e si trova (all'incirca) l'apporto della fonte rinnovabile ...

      Sapere poi se i pannelli fanno solo acqua calda sanitaria o integrano anche il riscaldamento.

      Insomma è una storia lunga ...

      Saluti,

      Simone Bracci

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  28. Salve ingegnere,
    ne approfitto del servizio per porre una domande?
    Sto informandomi per ristrutturare casa mia facendone 2 abitazini.
    E' una casa di 30 anni, bifamiliare su 2 livelli...Ora riscaldata a gasolio (per una questione di scarico di iva) ma mi pare giunto il momento di portare il gas.Ora al piano terreno in una superficie di 60 metriquadri su 4 termosifoni ne vanno solo 2 e a volte è pure troppo perchè in casa mia si registrano 22° di media...e la caldaia del gasolio ha l'acqua al minimo.
    MI stavo informando sul funzionamento di una termostufa (se si chiamano esattamente così) a pellet. Dato che devo fare opere murarie (e io sono innamorata del fuoco e dal suo calore) mi conviene ed è conveeninete fare un lavoro di questo tipo? A me basterebbe funzionassero i termosifoni (in ghisa) perchè non vorrei mai delle salassate col gas.
    E' conveniente e secondo lei è fattibile o mi conviene installarne una ad aria e basta?
    Mi sono informata da un idraulico e mi ha sminuito la cosa dicendo che c'è grossa dispersione in questitipi di lavoro ma non ho capito se mi ha risposto così perchè non in grado di fare il lavoro o perchè è la verità.

    Grazie mille per la cortese attenzione e scusi il disturbo.
    Zanardi Sara

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    1. Salve,

      è difficile rispondere senza vedere come è fatto il vecchio impianto, ma ci proverò.
      Passare dal gasolio al gas metano porta, già di per sè, un bel risparmio economico.
      22°C sono veramente troppi e fanno disperdere una grande quantità di calore dalle strutture della casa, la regolazione dell'acqua, in uscita dalla caldaia a gasolio, credo abbia un guasto, se regolata al minimo dovrebbe fare acqua a non più di 40°C. In ogni caso spero che ci sia un termostato in casa (da regolare a 19°C) ... che in qualche modo spenga la caldaia o apra/chiuda l'acqua ai radiatori ...
      Le stufe a pellet, per ora, sono convenienti (il pellet costa ancora poco) e si risparmia un buon 50% sulla spesa per il combustibile (rispetto al gasolio).
      Hanno il difetto di dover essere ripulite, togliere i residui della combustione, ricaricare il serbatoio del pellet (almeno una volta ogni tre giorni, ma dipende dal modello).
      Con quelle ad aria c'è la complicazione di prevedere delle canalizzazioni dell'aria, altrimenti riscaldano solo l'ambiente dove sono installate.
      Quelle che riscaldano l'acqua possono sostituire a tutti gli effetti la caldaia a gasolio ed usare i termosifoni esistenti.
      Non so dirle cosa intenda l'idraulico quando parla di grossa dispersione in questi tipi di lavoro.

      Saluti,

      Simone Bracci

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  29. Buonasera Ing. Bracci,

    avrei bisogno del suo aiuto in merito alle autorizzazioni necessarie per una pratica di ristrutturazione che vorrei portare avanti.
    In sostanza vorrei ristrutturare un fabbricato colonico, per la realizzazione di due unità abitative, composte da due piani (pt 36 mq P1 18Mq) da adibire ad appartamenti per agriturismo tramite presentazione di una SCIA.
    Dal punto di vista impianti pensavo ad una soluzione di questo tipo:
    Pompa di calore aria-acqua per il riscaldamento e raffrescamento a pavimento e produzione di ACS, realizzando un isolamento termico dell'edificio con cappotto esterno.
    Forse integrando con un termoconvettore per riscaldare/raffrescare velocemente superando la lentezza degli impianti a pavimento.

    Passando alle domande le chiedo:
    La soluzione, descritta sopra, come la valuta dal punto di vista tecnico/economico? Preciso che la zona non è servita da metano. In futuro pensavo di installare dei pannelli solari per la produzione di energia solare alimentando l'impianto. Le vengono in mente alternative?
    Si può pensare ad una pompa di calore centralizzata? Conviene?
    Quali sono gli adempimenti per la fase di inzio lavori in sede di presentazione SCIA?
    Mi hanno parlato di Relazione Legge 10, di relazioni tecniche sulle fonti energetiche rinnovabili per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS) sono la stessa cosa? O servono entrambe?
    Quali invece necessari per la fine lavori? Occorre fare la valutazione finale APE ma è obbligatorio se non voglio vendere l'immobile?
    Posso sfruttare gli incentivi fiscali es 36% 65% considerando che si tratta di una ristrutturazione di un locale che attualmente non ha un impianto termico ma solo un camino essendo una casa vecchissima e che si effettua per fare un agriturismo e non per casa propria?
    Infine mi potrebbe indicare il costo medio delle relazioni/progetti da allegare alla SCIA e per la chiusura lavori finale?

    Capisco che le chiedo molto,
    spero che mi chiarisca quanto più possibile.

    La ringrazio anticipatamente

    Carlo M.

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    1. Salve,
      accidenti quante domande tutte insieme!!
      Le dico subito che per i quesiti riguardanti le pratiche burocratiche DIA, SCIA ecc... non le posso essere d'aiuto, ci vuole un architetto o un geometra che bazzichi negli uffici comunali, inoltre ogni Comune fa a modo suo, quindi bisogna per forza informarsi caso per caso.

      Passando alle questioni tecnico pratiche: Se il metano non ci può essere ... si potrebbe pensare al gasolio o al GPL, ma, il gpl in particolare, ha dei prezzi assurdi ed insostenibili.

      La scelta è praticamente obbligata: Pompa di calore.
      Altra scelta obbligata è l'installazione dei ventilconvettori (o fancoil) se si vuole fare anche il raffrescamento, senza un fancoil che tolga l'umidità (d'estate), ci ritroveremmo con il pavimento raffrescante ... bagnato di condensa ... e non è una bella cosa, si scivola e sembra di essere in una cantina umida.

      Mettendo il cappotto esterno, si riesce ad abbassare di tantissimo il fabbisogno termico dell'abitazione, in questo modo anche la potenza elettrica della pompa di calore rimane bassa e non costringe a fare contratti ENEL con grossa potenza installata.

      Una buona idea è quella di mettere dei pannelli solari termici (con boiler di accumulo di acqua calda sanitaria e circolazione forzata) ed integrare la produzione di a.c.s. (acqua calda sanitaria) con la stessa pompa di calore. Da notare che i pannelli solari termici vanno messi obbligatoriamente e devono coprire il 50% del fabbisogno di a.c.s. .

      Se la proprietà è e rimarrà la medesima, allora farei tutto centralizzato (conviene!), ossìa una sola pompa di calore ed un solo impianto solare termico che, insieme, servano i due appartamenti.

      Per le pratiche ci vuole la relazione Legge 10/91, dove si racconta come saranno riqualificate le strutture, gli infissi e come sarà l'impianto termico, quali impianti solari saranno installati e quanto andrà a consumare l'abitazione, inoltre la relazione dovrà essere corredata dal progetto dell'impianto di climatizzazione.
      A fine lavori il progettista dovrà fare l'A.Q.E. cioè l'attestato di qualificazione energetica.

      L'A.P.E. (attestato di prestazione energetica) non è obbligatorio ... solo però se non si affitta o vende, se si vuole locare o vendere va allegato al contratto relativo.
      Attenzione però che l'APE deve essere redatto da un professionista estraneo alla progettazione, direzione lavori e estraneo (non parente) alla proprietà!


      Il suo sarebbe un intervento di ristrutturazione quindi può accedere al bonus fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio:
      "Prorogata anche la detrazione maggiorata per gli interventi di ristrutturazione e quella per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo dell’immobile oggetto di lavori. In particolare, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio danno diritto a una detrazione dall’Irpef lorda, fino a un ammontare complessivo non superiore a 96mila euro per unità immobiliare, nella misura del:

      50%, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014
      40%, per le spese sostenute dall’1 gennaio al 31 dicembre 2015."

      Il 65% no! Perchè è per gli interventi di riqualificazione energetica, interventi fatti su fabbricati abitabili e abitati, con impianto di riscaldamento funzionante.

      Una relazione Legge 10/91 (per un appartamento) può costare dai 500 agli 800 euro, il progetto completo dell'impianto di climatizzazione può costare dai 600 ai 1000 euro (sempre per un appartamento), c'è poi da aggiungere la direzione dei lavori e questa dipende molto dall'installatore ... se è bravo e si arrangia ... fa perdere meno tempo al progettista.

      Prenda il tutto con un "all'incirca"!!

      Saluti,

      Simone Bracci

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  30. Salve mi chiamo Roberto e vi contatto da Perugia,vorrei cortesemente sapere come mi devo comportare per coibentare una casa con struttura in cemento armato e pareti perimetrali in tufo spesse 30 /40 cm senza intercapedine. Inoltre vorrei cortesemente sapere se l'areogel e' un prodotto affidabile e se sapevate indicativamente il prezzo di questo prodotto al metro quadro. In attesa di riscontro anticipatamente ringrazio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      la muratura in tufo deve rimanere a vista? Ossìa, sono pareti belle "esteticamente" che devono rimanere in bella vista?

      Se non vanno conservate, generalmente la soluzione migliore è il cappotto esterno, ma ovviamente andrebbe valutato il caso specifico.

      Non ho mai utilizzato l'aerogel, le posso consigliare un link:
      http://espertocasaclima.com/2011/09/un-cappotto-di-grosso-spessore-o-1-cm-di-aerogel/

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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    2. Scusate se vi disturbo ancora,ma quale alternativa all'aeropan mi consigliate ? E in quale spessore? Bisogna comunque fare un calcolo per evitare la formazione di condensa interstiziale? E prendere in considerazione un cappotto ventilato? Scusate ancora le eccessive domande, ma la cosa mi interessa enormemente. In attesa di riscontro anticipatamente ringrazio.

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    3. Salve,

      il calcolo va fatto in ogni caso, per stabilire lo spessore del cappotto (una volta scelto il materiale da usare) e per tenere conto dei dati climatici della zona, dell'esposizione ecc...

      Si fa anche la verifica della condensa interstiziale, ma con il cappotto si può stare tranquilli dato che la parete di tufo rimane ben calda ... proprio perchè si viene a trovare dentro il cappotto.

      Per cappotto ventilato credo che intenda "facciata ventilata", ma la facciata ventilata serve per smaltire il caldo eccessivo in estate, nel suo caso, con 40 cm di tufo, non dovrebbe avere grossi problemi di caldo eccessivo nel periodo estivo.

      Dovrebbe farsi fare almeno due preventivi da ditte "serie" e con esperienza, il materiale può essere anche di tipo leggero, tipo EPS (dato che il tufo da 30/40 cm ha una bella massa di suo).

      Si ricordi di usufruire delle detrazioni per l'intervento di riqualificazione energetica!!

      Saluti,
      Simone Bracci

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  31. buona sera, sono Nicola e la contatto dalla provincia di Brescia.
    In questi giorni stò prendendo in seria considerazione dei lavori per casa: Cappotto,pannelli fotovoltaici, stufa a pellet idro-sanitaria ed eliminazione della caldaia a gas. In primo luogo, se metto un buon boiler che, d'inverno mi funziona con la stufa e d'estate mi fà la sanitaria rischio di spendere troppo in corrente (non posso mettere il solare termico perchè non ho spazio, ci sta solo il fotovoltaico)? secondariamente, che Lei sappia, qualcuno di questi lavori rientrano nel Conto termico (rimborso in 2 anni), e se si, che procedure devo fare per attivare l'incentivo?

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    Risposte
    1. Salve, le normative sulle detrazioni, agevolazioni e incentivi, cambiano continuamente, quindi le mando il link del "Gestore":

      http://www.gse.it/it/Conto%20Termico/Pages/default.aspx

      Le sconsiglio il fotovoltaico, mentre è una grande opportunità il cappotto.
      Consiglio il solare termico per l'acqua calda sanitaria con integrazione da caldaia (a pellet o a gas metano) e direi ok per la caldaia a pellet, anche se è più scomoda per lo stoccaggio dei ballini di pellet e per la pulizia e manutenzione. Con un buon cappotto può valer la pena di rimanere con la caldaia a gas (metano, però!).
      Ha dei motivi particolari che la fanno propendere per il fotovoltaico?

      Saluti,

      Simone Bracci

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  32. Salve ingegnere,vorrei ristrutturare la mia villetta di 2 piani libera su 3 lati. La costruzione risale alla fine degli anni 60, all'interno dei muri perimetrali è presente del polistirolo in fogli,il tetto è completamente da rifare in quanto rivestito esclusivamente in amianto. Inoltre anche tutti gli impianti sono da rifare.
    I miei quesiti sono: mi consiglia di fare il cappotto? Se sì quale? Mi consiglia un riscaldamento radiante a soffitto per riscaldare e raffrescare abbinato ad un sistema di deumidificazione e ricircolo dell' aria? In questo modo non demolirei i pavimenti in marmo; ma se non fosse un sistema valido sarei disposta a demolirli per un impianto a pavimento. Che tipo di tetto mi consiglia? Devo isolare anche il sottotetto? La ringrazio in anticipo...

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    Risposte
    1. Buongiorno,
      dove si trova la villetta? (per valutare il clima!).
      Le anticipo che non ho simpatia per il riscaldamento a soffitto, si sta con i piedi freddi e la testa calda! (davvero, non scherzo).

      Saluti,

      Simone Bracci

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    2. La villetta si trova in provincia di Ferrara,la zona è molto umida e l'afa in estate è molto pesante.

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    3. Se deve disfare tutti i pavimenti in marmo solo per mettere i pannelli a pavimento ... direi proprio di no!
      Se poi ci fossero anche altri motivi per doverlo fare, tipo passaggio di impianti, allora può valere la pena.
      Se ha il sottotetto allora si può fare una copertura più economica, nel senso che il sottotetto è già un isolante sia per il caldo che per il freddo.
      Domando: Il sottotetto è praticabile? E' possibile isolarlo da sopra?
      Il cappotto è consigliabile, ma non posso dirle di che tipo, dovrebbe sentire qualche tecnico in zona che venga a fare un sopralluogo.
      Una soluzione valida potrebbe essere quella di mettere una caldaia a condensazione e dei radiatori maggiorati (come dimensione) per poter tenere bassa (a 45-50°C) la temperatura dell'acqua di mandata, così si sfrutta la condensazione della caldaia.
      Con un buon cappotto e con i serramenti ben isolanti si abbassa di tantissimo il fabbisogno termico dell'abitazione ed i radiatori non vengono troppo ingombranti.

      Saluti, Simone Bracci






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  33. Tutti gli impianti sono da rifare,ma considerando di avere il marmo avevamo pensato di fare solo le tracce e di posare un nuovo pavimento,smantellare un pavimento di marmo ci è stato detto essere molto impegnativo. Il sottotetto è praticabile ed è possibile isolarlo da sopra. Quindi,se ho ben capito,potrei costruire un tetto normalissimo e coibentare il sottotetto?

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    1. Se l'altezza dei locali lo consente, ci sono delle soluzioni per i pannelli a pavimento che occupano solo 6/7 cm in altezza.
      Se il sottotetto deve rimanere praticabile e "calpestabile", si deve isolare con una finitura superiore rigida e, appunto, calpestabile.
      Il sottotetto è praticabile ma non c'è mai permanenza di persone, vero?
      Concludendo: Se si isola bene il pavimento del sottotetto, allora si può fare un tetto normalissimo, però un minimo di isolamento ce lo metterei ...

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  34. Buon giorno Ingegnere, il mio nome è Luigi e vivo nella provincia di Rieti, zona climatica D
    Ho da poco acquistato una abitazione libera sui quattro lati costruita nei primi anni 80, 600 metri cubi da riscaldare con una vecchia caldaia a gasolio che a parte il prezzo del gasolio, oramai proibitivo, fa ancora più che bene il suo lavoro.
    La casa ha 10 radiatori in alluminio ed è disposta su due livelli.
    Ha infissi in legno ancora in ottime condizioni, ma sicuramente dovrò provvedere ad isolarla meglio, comunque d'estate non necessita di condizionatori, in quanto le spesse mura perimetrali mantengono le stanze parecchio fresche e nell'unico inverno che ho passato, non ho notato grandi dispersioni di calore e una volta avviata la caldaia, la casa diventa confortevole in meno di un'ora.
    Sono indeciso se sostituire la caldaia con una a pellet di 32 Kw/h di potenza (come consigliatomi da un installatore) e trovarmi comunque sempre legato ad un combustibile che potrebbe aumentare di prezzo o passare ad una Pompa di Calore visto che ho fatto installare un'impianto FV di 6 Kw/h in 5° conto energia.
    Da quello che leggo in rete, il prezzo dell'energia elettrica è ancora troppo alto per una scelta in quella direzione, soprattutto perchè quando mi serve il calore è proprio nel periodo di minor produzione da parte dei pannelli fotovoltaici, l'inverno e la sera.
    Secondo la sua esperienza, cosa si sente di consigliarmi?
    Grazie per l'attenzione.
    luigi

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    1. Buongiorno,
      vado subito al punto, le pompe di calore (normali) producono acqua ad una temperatura di max 50°C.
      I radiatori sono dimensionati per fornire calore con acqua in ingresso a 70-75°C, quindi la pompa di calore non potrebbe andare bene.
      Quella a pellet invece si, metta in conto la maggiore manutenzione (almeno settimanale) che richiede la caldaia a pellet e tenga conto anche del posto adatto per il deposito del pellet (l'umidità va evitata).
      Il risparmio (per ora), col pellet rispetto al gasolio è sempre altissimo, quindi c'è ancora parecchio margine anche se il pellet aumenterà!


      Alcune aziende (tipo la "Rotex"), producono dei sistemi a pompa di calore con più stadi, per portare l'acqua prodotta anche a 70°C, ma i rendimenti sono molto più bassi e non ho esperienza di tali macchine.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  35. Buongiorno , vorremmo isolare il tetto del solaio,in modo da poter utilizzare lo spazio come mansarda. Nella miriade di prodotti sul mercato,quale isolante ci potrebbe consigliare ? il tetto ha architravi,sui quali poggiano travetti che sostengono le tegole. dal momento che lo spazio in altezza è prezioso,cercavamo un prodotto che unisse doti di efficacia a quelle di limitato spessore ( l'ideale sarebbe non oltre 10 cm. ). La ringrazio per la cortese disponibilità.
    Cordialmente
    A.Marinoni

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    Risposte
    1. Salve,
      dato che parla di spazio in altezza, mi par di capire che vorrebbe isolare da sotto ... Ma isolare da sotto è sconsigliato, per via della condensa che si formerebbe fra l'isolante e la parte fredda più esposta all'esterno.
      E' molto meglio (se possibile) isolare la copertura come si fa col cappotto ESTERNO, cioè da sopra.
      Un buon materiale, leggero e ben isolante è l'EPS.

      Per rendere effettivamente vivibile il sottotetto (in estate), ci vorrebbe il tetto ventilato. Se mi dice in che zona è la casa, possiamo valutare meglio.
      Saluti,
      Simone Bracci

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  36. Buongiorno Ing. Bracci,
    Abito in provincia di Varese in una casa costruita negli anni 60 , e da poco ristrutturata;
    la casa è disposta su 2 livelli + un piano mansardato ( non abitato )
    il piano seminterrato di circa 65 mq è riscaldato con una stufa a pellet , i serramenti sono abbastanza recenti con doppi vetri, l'acqua calda sanitaria viene fornita da una caldaia classica di circa 10 anni ( con accumulo), che serve tutta la mia famiglia , composta da 5 persone ( 1 al piano seminterrato e 4 al piano rialzato. il piano seminterrato è fresco d'estate e caldo d'inverno; grazie anche ai muri perimetrali di notevole spessore; mentre il piano rialzato ha sempre sofferto di un buon isolamento. (muro da 25 composto da mattoni con intercapedine centrale.)
    Sono circa 110 mq con finestre molto ampie scorrevoli , sostituite circa 10 anni fa, ma con doppio vetro climalit. l'appartamento dispone di un caminetto ad incasso a legna, e radiatori in ghisa molto vecchi.
    Nella recente ristrutturazione 2013 , ho sostituito l'intero tetto con travi in legno lamellare e gronda a sbalzo per coprire la superficie dei balconi,
    perlinatura a vista , isolamento in fibra di legno di 5 cm, + pannelli tipo tegomont con isolamento in eps di circa 10 cm e ricopertura in finta tegola in acciaio con sistema di ventilazione.
    ho inoltre integrato nel tetto un impianto fotovoltaico di 6 kw , e ricoperto tutta la facciata esterna dell'edificio con sistema a cappotto in eps di 10 cm. Ora grazie al fotov. dispongo di grande quantità di energia, Oltre 40 kwh prodotti in 5 mesi, e comincio a pensare all'inverno,
    Tra tutto quello che offre il mercato ho le idee molto confuse, calldaie a condensazione, pompe di calore , inverter e quant'altro , ho sentito diversi installatori, ma ho avuto l'impressione che ognuno voleva solo vendermi il suo tappeto. premesso che non posso mettere un impianto a pavimento, e vorrei ridurre i costi di consumo del metano , almeno per la produzione di acqua calda, e magari anche del riscaldamento, mi affido alla sua grande esperienza per un consiglio che sono certo non è di parte,
    La ringrazio molto per la sua risposta , e mi complimento per la sua grandiosa opera che svolge verso noi cittadini, che siamo sempre più spesso, ( cibo per gli squali ) Grazie
    Edoardo . Varese

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    1. Buongiorno, Le chiedo subito se il piano mansardato (non abitato), non è abitato perchè non è "abitabile"? Se non è abitabile, poteva essere messo un isolante sul pavimento e magari risparmiare sulla struttura del tetto, che è stata fatto in maniera perfetta ... anche troppo!!

      Cambiando argomento ... faccio una ipotesi: I radiatori in ghisa sono stati calcolati per riscaldare la casa, ma le dispersioni prese a riferimento sono quelle del fabbricato prima che fossero fatti i lavori di coibentazione (cappotto, ecc..). Quindi adesso dovremmo avere dei radiatori molto sovradimensionati, allora potremmo considerare di mettere una pompa di calore aria/acqua e mandare i radiatori a 45-50 °C. Ma per decidere bisognerebbe far due calcoli, sia per valutare il fabbisogno termico attuale delle varie stanze, sia per valutare la potenza dei radiatori con acqua a 45°C.

      Altra possibilità, dato che già è abituato ad usare una stufa a pellet, è quella di mettere una caldaia a pellet ed alimentare i radiatori con acqua ad una temperatura ben più alta.
      Potrebbe collegarla anche all'accumulo esistente, per fare l'acqua calda sanitaria (d'inverno), mentre per l'estate ... un boiler elettrico, dato che ha grande produzione di energia elettrica!
      Poi potrebbe disdire il contatore del metano, mettendo una cucina elettrica, oppure mettere una bombola di gpl fuori ed alimentarci il piano cottura ...
      -
      Con il pellet si ha sicuramente il maggior risparmio economico, rimane però la scomodità delle manutenzioni, stoccaggio ecc... ed il gioco potrebbe non valere la candela.
      Il punto è che la casa parrebbe essere ben coibentata e quindi il fabbisogno termico dovrebbe essere molto basso, di conseguenza la spesa per il riscaldamento sarà bassa comunque ...

      Ci dev'essere un errore nel dato di 40 kWh in 5 mesi, dovremmo essere nell'ordine di circa 4000 kWh ...

      Che tipo di contratto ha per il fotovoltaico (con il GSE)?

      Saluti, Simone Bracci

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  37. Buongiorno Ing. Bracci,
    Il piano mansardato, al momento è abitabile, ma lo sarà effettivamente quando i miei figli cresceranno, e sempre che ,resteranno in casa;
    Quindi ho optato per un isolamento ottimale del tetto, anche in vista di un futuro appartamento con qualità termoacustiche buone.
    In quanto ai vecchi radiatori in ghisa, sono dubbioso che possano lavorare bene con acqua a 45/50 gradi.
    Ho pensato anche ad un impianto di climatizzazione con inverter per l'inverno; lei cosa ne pensa ?
    Inoltre penso che se dovessi cambiare tutti gli impianti, pompa di calore, condizionatori, piani cottura elettrici, ecc...dovrei aumentare la potenza del contatore enel, in quanto nella stagione invernale con basso irraggiamento per il fotovoltaico, avrei il problema che la richiesta di corrente farebbe immediatamente saltare il contatore.
    Infine confermo il mio errore; ad oggi dopo 5 mesi e 10 giorni ho prodotto
    4591 Kwh,
    Il contratto con il gse è di tipo : scambio sul posto.

    Grazie Edoardo

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    1. Per impianto di climatizzazione con inverter credo che lei si riferisca a pompa di calore ad inverter...
      Se è così, dovrà predisporre dei fancoil (ventilconvettori), uno per ogni stanza, altrimenti, se intende gli apparecchi tipo split (magari a VRV), dovrà mettere una unità interna per ogni locale abitato.
      Oppure sta pensando ad un impianto canalizzato (ad aria)?
      Son tutte soluzioni abbastanza costose e l'aumento di potenza del contratto elettrico è quasi obbligatorio.

      Inoltre il comfort ne risente ... i fancoil sono rumorosi ed anche gli split, specialmente nelle camere ... poi l'aria in movimento è fastidiosa.
      Per risparmiare ed avere maggior comfort consiglierei di utilizzare i radiatori.

      Saluti,
      Simone Bracci

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  38. La ringrazio molto dei suoi preziosi consigli ;
    che prenderò seriamente in considerazione.

    Saluti

    Edoardo

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    1. Non c'è di che ...
      Ho avuto la fortuna di fare una professione che mi piace, quindi faccio l'ingegnere anche per passione, insomma è stato un piacere!

      Saluti,

      Simone Bracci

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  39. Buongiorno Ingegnere.
    Ho la necessità di rivedere l'impianto di riscaldamento della mia abitazione, una villetta bifamiliare di circa 200 mq su tre livelli.

    Ho intenzione di sostituire l'attuale caldaia a basamento da 34 Kw vaso aperto con una caldaia murale da 30 Kw a camera stagna e a questa abbinare in parallelo (?) un termocamino (senza produzione di ACS) da 27 Kw.

    Le mie perplessità sono le seguenti:

    è possibile collegare in parallelo le due fonti di calore facendo funzionare, naturalmente, o l'una o l'altra? Come si effettua e quali apparecchiature sono necessarie per il collegamento? E' possibile utilizzare per il termocamino l'attuale vaso di espansione senza effettuare modifiche?

    La ringrazio anticipatamente per la risposta.

    Saluti

    Enrico

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    1. Buonasera,

      provo ad ipotizzare la Sua situazione, radiatori, vaso d’espansione aperto sistemato in soffitta, caldaia a metano.

      Certo che può utilizzare le due fonti di calore sullo stesso circuito, magari facendo un automatismo che spenga la caldaia a gas (lato riscaldamento e non ACS) finché ci sia calore dal termocamino.

      Il termocamino avrà necessariamente bisogno di un volano termico (serbatoio/puffer) che permetta di ammortizzare le variazioni di apporto di calore, in pratica, dato che il termocamino non si spegne o accende con immediatezza ... bisogna provvedere a stoccare il calore in eccesso, altrimenti si manda l’acqua in ebollizione.
      Sul serbatoio e/o sul termocamino ci sarà una valvola di scarico termico che interverrà in caso di ebollizione (quindi aumento di pressione), scaricando vapore ed acqua caldissima (tramite una tubazione e con sfogo in una zona dove non possa arrecare danno a cose o persone).

      Questa valvola di scarico termico (tarata alla giusta pressione ... che dipende dalla differenza di altezza fra il vaso d’espansione aperto e le caldaie) la metterei anche se è presente il vaso aperto, per maggiore sicurezza.
      Bisogna anche prestare attenzione ... non ci devono essere saracinesche chiudibili fra il termocamino e la valvola suddetta, perché se tale rubinetto fosse chiuso inavvertitamente ... la valvola non potrebbe funzionare e si avrebbe un pericolo di scoppio.

      Ci sono poi da sistemare tutti i controlli, temperatura di mandata, regolazione del termocamino, termostati in casa, ecc...

      Come si collegano:
      Il circuito avrà già una pompa di circolazione principale, dovremo mettere delle valvole deviatrici (motorizzate o manuali) che facciano prendere l’acqua di mandata o dal termocamino o dalla caldaia, oppure ...
      La caldaia potrebbe lavorare sul puffer, così facendo la pompa di circolazione prenderebbe l’acqua di mandata sempre dal puffer che quindi farebbe da accumulo anche per la caldaia a gas.
      In questo caso il serbatoio puffer avrebbe tre circuiti collegati, termocamino – caldaia – circuito principale.

      Ci sono tantissime varianti, senza vedere ... non saprei quale consigliarLe.

      Saluti,



      Simone Bracci

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    2. Salve Ingegnere.

      La mia situazione è proprio quella da Lei descritta: radiatori (ahimè in lamiera), vaso d’espansione aperto sistemato in soffitta, caldaia a metano abbastanza obsoleta.

      La necessità di effettuare gli interventi da me descritti è principalmente di natura economica. Infatti, poiché l’attuale impianto risale al 1980 (la caldaia è stata installata nel 1995) e l’impegno economico in termini di spesa del gas è notevole. Nel mentre ho molta legna di mia produzione.

      Inizialmente avevo pensato di sostituire l’attuale caldaia con una ITALTHERM City Plus 30F (Le allego la scheda tecnica), sostituire gli attuali radiatori in lamiera con altri in alluminio dotando ogni radiatore di valvola crono-termostatica. Naturalmente è previsto anche un cronotermostato “generale”. A questo impianto vorrei aggiungere, appunto, un termocamino marca CLAM mod. Energy 85 (Le allego anche qui una scheda tecnica) senza produzione di acqua calda sanitaria sfruttando l’attuale vaso di espansione e inserendo tra il camino e la caldaia un “kit” composto da: circolatore, valvola motorizzata a tre vie e scambiatore a 34 piastre. Il vaso di espansione si trova a circa 9/10 metri di altezza rispetto alla caldaia e a circa 7/8 metri dal termocamino.

      Sinceramente non avevo neanche preso in considerazione un puffer, né tantomeno mi è stato mai suggerito. Ma eventualmente di che capacità e che tipo di puffer andrebbe inserito?

      Credo a questo punto però di aver bisogno di un “progetto” dell’impianto. Non vorrei abusare troppo della sua disponibilità, ma posso chiederle di aiutarmi?

      La ringrazio ancora per la Sua disponibilità ed in attesa di Sue notizie Le invio i miei più cordiali saluti.

      Enrico

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    3. Buonasera,
      per ovvi motivi e per etica professionale non posso fare il “progetto”, tanto più che, senza sopralluogo, non verrebbe un bel lavoro!

      Avendo guardato le specifiche tecniche, Le posso però fornire delle dritte:

      1) I radiatori di lamiera non hanno niente da invidiare a quelli in alluminio ... sempre che non abbiano delle perdite e contando sul fatto che fino ad adesso abbiano svolto il loro lavoro decentemente;

      2) Attualmente ha una caldaia a basamento da 34 kW, la nuova ha una potenza nominale di 29,9 kW ... 4 kW in meno non sono tanti, però ...;

      3) Il termocaminetto Energy 85 ha una potenza (resa all’acqua) di 18 kW ... troppo pochi per riscaldare tutta la casa (ipotesi da verificare con dei calcoli sull’involucro edilizio). Gli altri 10,5 kW li dà all’ambiente in cui è installato. Il rischio è quello di morire di caldo nell’ambiente dove è installato il termocaminetto e di morire di freddo nel resto della casa!

      4) Fra le soluzioni della ditta CLAM consiglierei quella definita “ABBINAMENTO A PANNELLI SOLARI E BOILER DI
      ACCUMULO ENERGY + KIT C ENERGY ... ovviamente senza i pannelli solari.
      Non mi convince la soluzione senza puffer (boiler di accumulo);

      5) La ditta CLAM ha già tutti i dispositivi che occorrono, se gli installatori nella Sua zona si appoggiano a degli ingegneri termotecnici in gamba ... proverei ad affidarmi a loro.

      Cordiali saluti,


      Simone Bracci

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    4. Salve Ingegnere.
      Le Sue dritte sono state utilissime e mi hanno convinto ancora di più a contattare un ingegnere termotecnico in zona che mi possa chiarire ulteriormente quanto da Lei suggerito ed aiutarmi nella scelta e nel dimensionamento dei vari componenti.

      Infatti negli “pseudo progetti” suggeriti da alcuni installatori e/o venditori da me interpellati, tra l’altro anche discordanti tra loro, avevo avuto dei sospetti, nella mia ignoranza in materia, che qualcosa era poco chiaro.

      E poiché si tratta di affrontare una spesa non di poco conto (almeno per quanto mi riguarda), preferisco affrontarla con le idee chiare e possibilmente con qualcosa che funzioni veramente a dovere e, perché no, mi faccia anche risparmiare qualcosa oltre ad aiutare l’ambiente.

      La ringrazio moltissimo per il Suo prezioso aiuto e per la Sua non comune disponibilità.

      Cordiali saluti



      Enrico

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  40. buongiorno Ingegnere, stiamo costruendo una nuova abitazione, il cui progetto termotecnico prevede una pompa di calore, il solare termico per acs, impianto fotovoltaico; il riscaldamento è previsto tramite impianto radiante a pavimento.
    Noi vorremmo usufruire delle detrazioni fiscali sul risparmio energetico e dunque vorremmo sapere se è possibile (e rispettoso della normativa) procedere con una installazione "classica" (caldaia elettrica o a gas e boiler acs), fare quindi richiesta di accatastamento, avere l'agibilità e solo successivamente procedere alla sostituzione con il progetto di impianto "evoluto".
    grazie della risposta, cordiali saluti. Marco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      l'intenzione della normativa sarebbe quella di imporre il risparmio energetico per tutte le nuove costruzioni, quindi le detrazioni spetterebbero solo a coloro i quali si imbarcassero volontariamente in una riqualificazione degli impianti e dell'involucro edilizio, per gli edifici esistenti.

      Procedere nel modo da Lei indicato sarebbe un sotterfugio eticamente disdicevole … e comporterebbe il rischio di sanzioni per detrazioni indebitamente effettuate.

      Poi cosa potrebbe portare in detrazione una volta avuta l'agibilità?
      I pannelli solari termici sono obbligatori, le pareti ben isolate ed i serramenti termici lo stesso, i pannelli fotovoltaici ancora no (credo), ma non hanno detrazione … rimarrebbe la caldaia, da sostituire con una pompa di calore, secondo me (a prescindere dalla legalità) non ne vale la pena.

      Se proprio vuole avere una risposta esaustiva, deve sentire il parere di un avvocato e/o di un commercialista …

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  41. Salve Ingegnere, ho da poco acquistato una stufa a pellet idro modello Pasqualicchio Alseide 31, alla stessa è stata montata una valvola anticondensa, premetto che abito in provincia di Caserta e che la mia abitazione è di circa 180m con un buon isolamento termico, però invece dei classici termosifoni ho 8 termoconvettori e tre termo arredi (quest'ultimi nei bagni), inoltre ho da poco scoperto che il mio impianto ha una tubazione in rame da 14, mentre al momento dell'istallazione della stufa ho inserito dei tubi da 26, il problema è che i termoconvettori per poter funzionare devono andare alla minima velocità, mentre la pompa di circolazione per spegnersi deve raggiungere la temperatura di circa 37° e (dopo che la stufa si è spenta) funziona per circa un ora e mezza, il tecnico della pasqualicchio dice che il problema del mal funzionamento dei termoconvettori è causato dal spessore dei tubi, mentre quello della pompa è causato dalla valvola anticondensa..... mi potrebbe dare un aiuto in merito.... Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      Le chiedo:
      Ma con una normale caldaia a metano, l'impianto a termoconvettori, funzionava bene?
      Se funzionava bene, vuol dire che la tubazione di 14 è sufficiente a veicolare l'energia termica ai terminali.
      Mi spieghi meglio, che vuol dire che i termoconvettori devono andare alla minima velocità? Che altrimenti mandano aria fredda?
      Io verificherei che ci sia abbastanza circolazione nell'impianto di casa ... magari la valvola anticondensa fa perdere troppa prevalenza alla pompa, si prende troppo ricircolo d'acqua, forse ...
      Per diminuire il tempo di funzionamento potrebbe alzare dai 37°C a circa 45°C la temperatura di spegnimento della pompa.

      Saluti,

      Simone Bracci

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    2. ....prima con la caldaia, a parte i costi esagerati, avevo la velocità della ventola dei termoconvettori al massimo, ma gli stessi, rimanendo sempre accesi in quanto il sensore della temperatura dell'acqua era staccato, davano aria tiepida invece ora il tecnico ha rimesso il sensore, ma a suo dire siccome la tubazione è piccola la stessa non permette un forte afflusso d'acqua ai termoconvettori, quindi la velocità della ventola messa al massimo raffredda troppo presto le serpentine ed il sensore posto sul ritorno spegne la ventola, riaccendendola solo quando la temperatura si rialza....
      Invece per quanto riguarda la temperatura della pompa sempre il tecnico mi riferiva che non era consigliabile alzarla...
      quindi al momento non sò....
      Grazie....

      Elimina
    3. Capito ... allora vado per ipotesi:
      Il tubo principale di 14, per 8 convettori e 3 radiatori è piccolo, è vero ... quindi, non potendolo cambiare, si può tentare di ripulire per bene l'impianto con dei decapanti e disincrostanti, poi si può provare a mettere una pompa che dia più prevalenza, la velocità dell'acqua aumenterà e quindi aumenterà anche un po' la rumorosità dell'impianto ... ma credo che sia il male minore per ottenere più caldo dai termoconvettori. Se la stufa a pellet avesse problemi con una prevalenza troppo alta, si può mettere un separatore idraulico in modo da avere due circuiti diversi e disaccoppiati, uno principale (quella della stufa con la sua pompa interna) ed uno secondario (l'impianto stesso con una sua pompa ad alta prevalenza).
      Così facendo si potrebbe collegare il controllo anticondensa alla sola pompa della stufa (magari messa a bassa velocità).
      Spero di essermi spiegato,
      saluti,

      Simone Bracci

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  42. Gent.mo Ing.Simone Bracci,
    Vorrei farLe una domanda:
    Sto ristrutturando un appartamento di 100 mq e valutando l'acquisto di una caldaia a condensazione a metano per riscaldamento a pavimento e produzione acqua calda che installerei in una NICCHIA su un terrazzo , nicchia confinante su tre lati con due camere da letto e il quarto sul terrazzo che avrei intenzione di chiudere a veranda. Sono MOLTO SENSIBILE AI RUMORI NOTTURNI. Sarà RUMOROSA??? Dovrei fare un isolamento acustico? di quale tipo?
    Mi consiglierebbe qualche marca di caldaia?
    La mia città è Verona.
    Sono rimasta colpita dalla sua squisita gentilezza e competenza.
    In attesa cordialmente la saluto.
    Maria

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    1. Buongiorno,
      La ringrazio dei complimenti!

      A proposito della Sua domanda devo dire che le caldaie murali, in generale, sono molto silenziose e anche quelle a condensazione.
      Solo in caso di malfunzionamenti, dovuti al parziale intasamento dei
      condotti nel modulo bruciatore, si possono udire dei borbottii, ma in quel caso si tratta di un vero e proprio guasto che va riparato al più presto, dato che compromette il buon rendimento della caldaia.
      A voler essere proprio pignoli e cercando di pensarle proprio tutte, si
      potrebbero mettere dei cuscinetti antivibranti sugli attacchi a muro della caldaia, questo per evitare che delle vibrazioni, dovute ad esempio alla pompa di circolazione interna della caldaia, si trasmettano alle pareti e poi agli ambienti interni. Anche le tubazioni che vanno sotto traccia in prossimità della caldaia, dovranno essere coibentate con quei materiali "gommosi" che, oltre a non far disperdere calore, bloccano anche le vibrazioni, quindi coibenterei anche l'adduzione acqua fredda alla caldaia.
      Concludendo: Andrei tranquillo con l'installazione nella nicchia, sempre che le pareti siano spesse e normalmente "pesanti", ossia fatte con una buona muratura e non con dei forati leggeri, magari spessi solo 20 cm.
      Una azienda che produce delle caldaie con un giusto rapporto qualità/prezzo, per quali ho potuto verificare il buon funzionamento, è la Immergas.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  43. buongiorno Ingegnere,
    vorrei procedere ad isolare i muri perimetrali dell'appartamento dove vivo attualmente, sito in provincia di Varese e facente parte di una palazzina edificata nel 1967.
    Il muro, spesso circa 32 cm, è composto da intonaco esterno, mattone forato da 12, intercapedine 8cm circa, mattone forato da 12 e intonaco interno, sicuramente disperderà molto. 
    Navigando su internet ho letto della possibilità di riempire l'intercapedine tramite insufflaggio di cellulosa o schiume tipo la resina ureica Isofor, e mi sono fatto fare dei preventivi.
    Tuttavia un  mio amico mi ha consigliato di fare un cappotto interno tramite utilizzo di pannelli in cartongesso accoppiato con polistrene estruso 10+40, che però secondo me dovrebbe essere un po' più invasivo rispetto all'insufflaggio, che ha un costo leggermente superiore.
    Facendo una simulazione della trasmittanza, passerei dagli 1,11 attuali a circa 0,35 con insufflaggio con schiuma Isofor, e circa 0,37 con cappotto interno. Al momento non ho problemi di muffa o ponti termici.
    Lei cosa mi consiglierebbe?

    Grazie, cordiali saluti.

    Paolo

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    Risposte
    1. Se davvero non ha problemi di condense e muffe, opterei per il cappotto interno, sistema già collaudato e sperimentato.
      Inoltre non vorrei che togliendo la circolazione d'aria nell'intercapedine (con le schiume) cominciasse ad averli (i problemi di condense e muffe).
      Il cappotto con finitura in cartongesso ha il difetto di non essere come una parete in muratura, quindi chiodi e attacchi vari vanno gestiti con cautela e con gli opportuni accorgimenti.

      Saluti, Simone Bracci

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  44. Grazie per la pronta risposta.
    Infatti uno dei miei dubbi principali per il cappotto interno riguarda proprio la sistemazione della parete del soggiorno, dove al momento ho la parete attrezzata con i pensili e la tv al plasma 50 pollici attaccati al muro. Mi hanno detto che ci sono dei tasselli appositi, più lunghi, che vanno oltre il cartongesso e si "aggrappano" al muro principale. Potrei spostare i pensili nella parete opposta, ma in quel caso dovrei ripassare i fili per la tv.
    Riguardo l'insufflaggio, le due ditte che a cui ho fatto fare il sopralluogo mi hanno garantito la copertura totale degli spazi e comunque farebbero una verifica termografica successiva, intervenendo se dovessero esserci dei vuoti.

    RispondiElimina
  45. Salve Ing.Bracci,
    Vorrei porle un quesito, ho un appartamento di nuova e mi trovo nella situazione di non poter isolare all esterno l immobile.
    La mia idea era di installare un cappotto interno con isolante di 5cm accoppiato al cartongesso.Oltre al problema del marmo delle finestre gia esistente( che verrebbe sicuramente coperto) vorrei sapere se in prossimità di pilastri devo fare aggiunta di isolante e se é meglio integrare isolante sulla parete esistente ....
    Spero che abbia compreso la mia domanda!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buongiorno,
      prima di tutto bisogna sapere come è fatta la parete che si vuole "cappottare", l'esposizione della stessa (Nord, sud, ecc..) e la zona climatica in cui si trova il fabbricato.
      Tutto questo per poter scongiurare un problema ben noto dei cappotti interni ... la condensa interstiziale.
      Il discorso sui pilastri non l'ho capito ... (credo), ma se aumenta l'isolante in corrispondenza dei pilastri, poi non si ritrova con le sporgenze?

      Saluti,
      Simone Bracci

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    2. Grazie per la tempestiva risposta,
      La mia é una nuova costuzione con forati da 12cm e intonaco esterno , in realtà volevo adottare la soluzione per l intero appartamento e per quanto riguarda i pilastri credo abbia capito bene , cioé dovrei appoggiarmi al pilastro ( lasciando una camera d aria notevole di 20cm) o circondarlo creando delle sporgenze???

      Grazie

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    3. Sono perplesso, come è possibile che una nuova costruzione abbia una parete esterna fatta con laterizio forato (12 cm) e basta? Ormai la normativa impone (da diversi anni) di fare costruzioni ben isolate ...

      Quindi mi dice che ha dei pilastri che fanno il "dente" verso l'interno dell'abitazione, un dente di 20 cm?
      Quindi i pilastri sono di 30 cm e, togliendo i 12 di forati, rimangono 18 cm di dente interno?

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    4. Si, la costruzione è del 1994, dopo la parete esterna e l intonaco non é piu stato effettuato nessun intervento, é grezza :
      dall interno si vede il solaio in cls e laterizi. Avevo intenzione di installare un riscaldamento a pannelli radianti (pavimento ) e volevo cercare di ottimizzare le dispersioni con cappotto interno e mi sono imbattuto nelle classiche incognite condensa , tipo di materiale per impermeabilizzare ecc...
      Avevo pensato ad un preaccoppiato per ottimizzare tempi di posa ed efficenza.
      PS Anche per i tramezzi userei il cartongesso

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    5. Allora è un intervento "pesante", senta qualche Ing. (di fiducia) in zona!

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    6. Cosi mi spaventa.... "Pesante" per i costi ????

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    7. Per i costi non mi posso esprimere ... non ho abbastanza elementi.
      Mi riferisco alla complessità, le cose da valutare sono tante.

      Saluti,

      Simone Bracci

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  46. ... L appartamento si trova in zona climatica D

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    1. I pilastri, col cappotto interno, sono a rischio condensa interstiziale, cioè umido fra il cappotto e il pilastro stesso, questo rischio invece è quasi nullo nell'interstizio fra i forati e l'isolante (cappotto interno).

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  47. Salve Ing.Bracci,
    approfitto della sua gentilezza per porle un quesito riguardo il dimensionamento di una pompa di calore per una villetta in campagna di nuova costruzione.
    L'abitazione si trova in provincia di Lecce, con 140mq calpestabili, costruzione in pietra leccese con murature da 25+25cm con 10cm di polistirene all'interno, vespaio con igloo da 15cm.
    Su 90mq il tetto è piano con un altezza di 2,80mt mentre nei restanti 50mq è un tetto con volta a botte con un'altezza media di 4,5mt.
    Anche sul tetto sono stati messi i pannelli isolanti.
    Il riscaldamento sarà mediante riscaldamento a pavimento.
    E prevedo termocamino e pannelli solari per produzione ACS ed integrazione su impianto a pavimento.

    Grazie Mille
    Federico

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    1. Buongiorno, gli elementi che mi fornisce non sarebbero sufficienti per fare un calcolo preciso dei fabbisogni termici e, in ogni caso, il calcolo è abbastanza lungo da fare e va oltre i propositi di questo blog.
      Mi raccomando di prevedere un controllo sulla temperatura di mandata ai pannelli radianti a pavimento, in modo che, se tale temperatura dovesse salire oltre i 50°C, vengano bloccate le pompe.
      Se la villetta è di nuova costruzione, dovrebbe essere già presente l'Attestato di Qualificazione Energetica, redatto dal progettista, sulla base della relazione tecnica L.10/91. Poi sarebbe conveniente ottenere anche l'A.P.E. (Attestato di Prestazione Energetica).
      Da questi documenti (se fatti con perizia) si può risalire al dimensionamento della pompa di calore.

      Cordiali saluti, Simone Bracci

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    2. Grazie mille per la gentilissima e celerissima risposta.
      L'impiantista mi aveva prospettato una Rotex 8Kw con accumulo da 500lt e resistenza da 3Kw (funge anche da booster), volevo giusto sapere se potrebbe essere verosimile.

      Grazie
      Federico

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    3. Rotex, costosa ma veramente di qualità.
      8 kW così ad occhio mi sembrano troppi. Prendendo a riferimento 12 Watt a metro cubo ... 90 * 2,8 + 50 * 4,5 = 477 mc.

      477 * 12 = 5,7 kW, inoltre la sua casa sembra ben coibentata ... a meno che non abbia enormi serramenti con vetro semplice ...

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  48. Buonasera, Ing.Bracci

    avrei bisogno di informazioni per capire, in base ai dati da me posseduti, quale sarebbe la soluzione migliore per riscaldare una casa costruita nel 1985, che avrà a breve solo i doppi vetri e non ha altro tipo di isolamento moderno.
    L'impianto di riscaldamento esistente è alimentato da una caldaia a gasolio con annessi termosifoni; non avendo mai vissuto nella casa, non so se sia sufficiente a garantire la temperatura da me richiesto (circa 20°).
    La casa, una villetta a schiera, si trova in Sardegna, provincia di Sassari, ed è così composta: piano terra, primo piano e secondo piano (mansardato, mediamente isolato). La casa ha solo due muri esterni, gli altri due confinano con altre case per tutta la loro lunghezza, e quasi per tutta la loro altezza; solo il secondo piano ha i quattro muri perimetrali tutti esterni (non so se sono riuscito a spiegarmi bene)
    La metratura è di circa 125-175 mq: varia di 50 m2 perché per ora l'impianto di riscaldamento è presente solo al piano terra e la primo piano, io avrei intenzione di estenderlo anche al secondo piano (circa 50 m2 di mansarda, con altezza media di 150 cm).:
    Il fabbisogno energetico, per riscaldare la casa e produrre a.c.s. (è presente un bagno, ma io vorrei crearne un secondo) da me calcolato, attraverso software gratuiti trovabili online (dove ho inserito metratura di ogni stanza, esposizione muri esterni e infissi, ecc) , pare essere di circa 30-35 Kw.
    Considerata la volontà di sostituire la caldaia a gasolio (per diminuire le spese, e inquinare molto meno), le soluzioni da me considerate sono tutte le possibili di cui sono venuto a conoscenza, made in Italia o Nord (Germania e Austria) ed est Europa (Slovacchia)
    idrostufa a pellets, con kit a.c.s. (consigliatami da un rivenditore da 18-22 kw); per esempio MCZ, Castelmonte, Edilkamin, ecc...
    idrocamino a legna o pellets con kit a.c.s. (consigliata da 18-22 kw); per esempio MCZ
    Caldaia a legna a fiamma inversa/rovesciata o assiale, (30 kw) con la possibilità di bruciare anche pellets (o altri combustibili naturali, biomasse) – con annesso puffer (premetto che ho difficoltà a capire tutte queste variabili, essendomi avvicinato al mondo delle stufe e caldaie molto recentemente); per esempio Unical, Riello, Thermorossi, Edilkamin, Solarbayer, Klover ecc...
    eventuale presa in considerazione di un intervento di isolamento della casa, almeno nelle pareti esterne
    Certo occorre considerare le maggiori o minori comodità di una caldaia/stufa a pellets, o che brucia anche pellets, nei confronti di una solo a legna (in rifermento per quelle a legna ad accensione, mai automatica, cariche di combustibile, 2-3 volte al giorno nella media)
    Un "locale" dove potrebbe andare la caldaia/puffer è una parte del giardino verandata con pannelli solo su un lato, gli altri tre lati sono in muratura.
    So che a seconda della soluzione adottata si potrà accedere a conto termico e detrazioni varie.
    Il buget è di circa 5-6k euro (considerati i possibili accessi a conto termico e detrazioni varie, se sono cumulabili, potrebbe anche aumentare di 1-2k euro)

    Ora le chiedo cortesemente, data la sua ampia esperienza e conoscenza, consigli su come procedere, cosa approfondire, cosa chiedere, a chi chiedere, per capire meglio su quale soluzione indirizzarmi.
    A parità di spesa quale soluzione consiglierebbe? Che differenza c'è tra caldaia a fiamma inversa o rovesciata e caldaia a fiamma assiale? Quale può essere considerata la migliore tra le due?
    Ribadisco che so di essere ignorante in materia, e magari qualche domanda sembrerà inutile o inopportuna.
    Spero di non chiedere troppo, e nei limiti delle sue possibilità e disponibilità di tempo di avere risposte per muovermi meglio nei meandri di questa realtà, per trovare la soluzione migliore.
    La ringrazio per l'attenzione.
    Saluti.
    Gavino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve, Le faccio qualche altra domanda.

      La disponibilità del gas metano non c'è, vero?
      Qual è la potenza termica utile dell'attuale caldaia a gasolio?
      L'acqua calda sanitaria come viene preparata e distribuita adesso?

      Per le idrostufe e gli idrocamini, deve verificare quale sia la potenza utile ceduta all'acqua e quale sia quella resa all'ambiente che ospita la stufa o il camino stesso, poi c'è da verificare il rendimento, mentre le altre caratteristiche ci interessano davvero poco.

      Si può ragionevolmente supporre che i termosifoni esistenti siano in grado di scaldare gli ambienti (intendo come numero di elementi).

      30 kW per 175 mq ... mi sembrano troppi ... facendo col metodo empirico dei nonni (per starci dentro alla grande) e prendendo 30W a metro cubo, la Sua casa con una altezza media di (supponiamo) 3 metri ... 175 mq * 3 m = 525 mc

      525mc * 30W/mc = 15,75 kW (e già siamo stati larghissimi!)

      Saluti,

      Simone Bracci

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    2. Buona sera Ing. Bracci,
      La ringrazio della pronta risposta.
      In merito alle sue domande le posso dire quanto segue:
      la disponibilità del gas metano non è presente;
      la caldaia è una Riello a gasolio, con potenza termica max utile 27 Kw, al focolare 29,9 KW;
      l'a.c.s., è prodotta da uno scaldabagno elettrico di penso 80 litri e 1,2 Kw (da eliminare).
      Forse è vero 30 kw possono essere tanti, per una casa di 175 mq, ma le porto l'esperienza di un amico con una casa di 210 mq: ha una caldaia a legna e policombustibile Faci di 34 Kw, e nelle giornate di vero freddo (come 0 gradi o qualche grado sotto zero, abbastanza rare da noi), riscalda appena la casa, altrimenti la alimenta adeguatamente, senza che la caldaia sembri essere sproporzionata, e la casa, a suo dire è sufficientemente isolata. NB: non produce a.c.s. con la caldaia suddetta. Non so se ci siano errori nell'impianto.
      Eventuali sue considerazioni in proposito saranno ben accette.
      Non vorrei insistere, ma mi interesserebbe sapere che ne pensa delle caldaia a legna a fiamma rovesciata o assiale; ha qualche indicazione o esperienza da condividere in questo ambito?
      Grazie ancora.
      Gavino

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    3. No, non ho esperienze dirette per le caldaie a legna.

      Insisto nel dire che 30 kW per 175 mq sono troppi.
      I problemi di trasferimento energia potrebbero essere individuati nei radiatori sottodimensionati, oppure potrebbe essere la circolazione di acqua che non è sufficiente (ad esempio la pompa che non funziona bene o le tubazioni dorsali troppo piccole).
      Forse una equilibratura dei circuiti fatta male, motivo per cui non c'è abbastanza circolazione d'acqua in aree più periferiche della casa.

      Non ultimo ... dati di targa, della caldaia a legna, non veritieri ... e non sarebbe la prima volta!

      Per avere un metro di misura, uno degli ultimi progetti seguiti dal sottoscritto, 450 mq, enorme casa colonica in Toscana, coibentata non troppo bene ... con 32 kW si riscaldano senza problemi (con impianto a pavimento e caldaia a condensazione a metano, però). Data la fortuna della presenza del gas metano ... con 1.800 euro all'anno vengono coperti riscaldamento, acqua calda sanitaria e fuochi cucina.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  49. Buongiorno Ingegnere,
    Amministro una scala di un condominio di 8 alloggi in provincia di Cuneo
    Entro il 31/12/16 ci sarà l’obbligo di installare la contabilizzazione, ma io sono contrario in quanto nel nostro specifico caso non ne vedo la convenienza, vedo invece probabile aumento della conflittualità nella ripartizione dei costi, adesso le spese sono divise a millesimi. Inoltre il costo di installazione e manutenzione non verrà ripagato dal risparmio energetico.
    Ho letto che la legge permette di derogare all'installazione se un termotecnico certifica che non ci sono reali vantaggi nell’installazione della contabilizzazione, chiedo quindi un suo parere, se posso seguire questa strada, in caso affermativo se può fare una certificazione da presentare in caso di controlli.
    Le do più dettagli della situazione esatta, al fine di potermi dare una risposta:
    • Si tratta di un condominio anno 1960, con impianto a colonne verticali, da circa 10 anni è stata eliminata la caldaia a gas sostituita con il teleriscaldamento centralizzato. Nota l’impianto centralizzato di condominio fornisce solo acqua per il riscaldamento, per l’acqua calda ognuno provvede da se.
    • Gli alloggi sono tutti esposti allo stesso modo un lato a sud e uno a nord
    • La scala confina a destra e sinistra con altri palazzi, per cui gli alloggi sono tutti nelle medesime condizioni di esposizione, cambia solo tra primo e ultimo piano.
    • Sono tutti alloggi residenziali, dove comunque il riscaldamento si usa
    • Vivendo nel condominio, nel mio alloggio all’ultimo piano mantengo una temperatura di circa 19,5 gradi, Ho fatto delle prove e ho notato che la differenza è circa 1 grado fra i vari alloggi
    Appena le temperature salgono provvedo a diminuire le ore di accensione.
    • Attualmente non ci sono problemi tra i condomini, le spese ripartite a millesimi vanno bene per tutti, quindi se possibile si vorrebbe evitare l’onere di questa installazione, a meno che sia obbligatorio per legge e punito con sanzioni


    Se le servono ulteriori dettagli me lo comunichi

    Cordiali saluti
    G.

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    1. Salve,

      tutti gli impianti termici a servizio di più unità immobiliari, anche se alimentati da reti di teleriscaldamento, dovranno essere dotati di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.


      PIEMONTE - D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012 - Scadenza al 01 settembre 2014, poi prorogata al 31 dicembre 2016.

      Secondo me sta per scoppiare un "bubbone" ...

      Le varie disposizioni regionali prevedono sanzioni pecuniarie. In alcuni casi per far fronte alla crisi economica in atto (come in regione Lombardia), pur rimanendo l’obbligo di installazione e la scadenza, le sanzioni sono sospese o ritardate per dare la possibilità a tutti i condomini di mettersi in regola.

      Nei casi in cui l’uso di contatori individuali non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, per misurare il riscaldamento,sono usati contabilizzatori di calore individuali per misurare il consumo di calore di ciascun radiatore (con un costo di circa 100 euro per ogni radiatore, enormi errori di misura e rischio di manomissioni, roba da pazzi!).


      Non è chiaro se si possa o meno certificare l'impossibilità tecnica a intervenire o l’eventualità che i risparmi ottenibili non giustifichino il lavoro, derogando così alla disposizione di legge.

      Siamo in Italia, io consiglio di attendere.
      In ogni caso, se la certificazione fosse possibile, dovrebbe rivolgersi ad un ingegnere termotecnico di zona, che farà molti sopralluoghi, rilievi, prove e poi (forse) rilascerà il certificato.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  50. Ho intenzione di sostituire la caldaia a Gpl con una a pompa di calore. Sono però
    Indeciso fra caldaia a bassa o alta temperatura.
    Dati dell'appartamento:
    140 mq, , infissi certificati sostituiti recentemente, rivestimento a cappotto sulle pareti a nord-ovest (circa 50%. Del totale), sottotetto sovrastante non coibentato; caldaia a gpl 24 kw (gas in bombole!) ; 5 ventilconvettori con circa 14.000 kw di potenza con acqua a 70* , 3 termosifoni in alluminio per un totale di 17 elementi e due scalda salviette nei due bagni.
    Mi hanno proposto un Rotex alta temperatura 11 kw o una Mitsubishi a bassa temperatura sempre da 11 kw.
    Quale consiglierebbe tenuto conto che la Rotex costa molto di più.
    Grazie da G. M.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera,

      andando subito al sodo ... giustamente Lei scrive che la potenza dei 5 ventilconvettori (14 kW) è emessa se l'acqua che li percorre ha una temperatura di 70 °C, anche i 3 termosifoni e gli scalda salviette hanno una potenza (sotto forma di calore/tempo reso all'ambiente) che varia di tantissimo al variare della temperatura dell'acqua. Ad esempio uno scalda salviette a 45°C è adatto a stiepidire l'accappatoio ma certo non è sufficiente a scaldare l'ambiente.

      Quindi Le chiedo: Quando tutto l'impianto va con acqua a 70°C, che temperature riesce a raggiungere negli ambienti d'inverno?

      La pompa di calore Mitsubishi presumo che abbia una temperatura di mandata che al massimo è di 45°C, gli elementi scaldanti forniranno pochissima potenza agli ambienti.

      La Rotex a che temperatura di mandata arriva? Forse 60°C? Se sono 60-65 °C allora potrebbe essere possibile la sostituzione della caldaia a GPL.

      Per la bassa temperatura ci vogliono dei corpi scaldanti con grande superficie di scambio, quindi ok con i pannelli radianti a pavimento, ok con i ventilconvettori maggiorati ... ma non va bene con i radiatori.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  51. Per la mia abitazione di 100mq il mio impiantista ha proposto un pavimento radiante caldo/freddo con deumidificatore a soffitto. Ma mi chiedevo: sarebbe possibile installare un deumidificatore "tipo De Longhi" separato dall'impianto termico in modo da risparmiare sulla deumidificazione? Grazie Gianni

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      è possibile, però va calcolata bene la capacità di deumidificazione richiesta ed in quanti e quali punti della casa sistemare gli apparecchi, considerare il rumore, l'estetica. E a questo punto sorge il dubbio ...

      Se mi posso permettere ... sconsiglio di fare la refrigerazione a pavimento, in particolare in una casa di soli 100 mq.

      Secondo me l'ideale sarebbe usare i pannelli radianti solo per l'inverno (riscaldamento) e mettere un trial split (o due dual split) a pompa di calore (caldo e freddo), nelle camere e nel soggiorno (magari con unità interne a pavimento).
      Così facendo può aver modo anche di riscaldare velocemente la casa (dopo una lunga assenza, per esempio), inoltre può usare gli split nelle mezze stagioni, ritardando l'accensione dei pannelli (in autunno) e anticipando lo spegnimento (in primavera).

      Ultima cosa: Predisponga uno scaldasalviette molto grande in bagno (o nei bagni), perché deve poter lavorare a 45-50 °C, collegato a monte della valvola miscelatrice (a sua volta comandata dalla centralina climatica dei pannelli a pavimento).

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  52. Buonasera Ingegnere,
    avrei due domande da farLe se possibile collegate tra loro.
    Abito ad Anagni in una villetta a due piani costruszione del 1970.71 in cortina con intercapedine vuota di circa 25 cm , metratura di casa in totale 240 mq su due piani (150 + 90 ) il piano alto ha il tetto spiovente da UN LATO MENTRE L'ALTEZZA DEL PIANO TERRA è DI 3 METRI. rISCALDAMENTO CON GAS METANO con uso di caldaia Ferroli da 35 kw, termosifoni in alluminio con termovalvole. il tetto è stato rifatto 5 anni fa ed è stato coinbentato .Finestre in alluminio doppia camera montate nel 2001. Assenza di muffe dentro la casa . Esposizione della casa libera su quattro lati. Montato pannelli solari nonche' fotovoltaico per 6 kw.

    I due interventi che vorremmo fare è innanzitutto isolare i muri esterni riempendo l'intercapedine con del materiale, mi è stato proposto da due ditte l'uso della schiuma ureica isofor in quanto pare che sia una schiuma traspirante. Secondo i titolari delle ditte hanno assicurato entrambi che non avro' problemi di muffa interna proveniente dai punti di scambio termico in quanto li avrei comunque già avuti abitandoci.
    Il secondo intervento susseguente sarebbe quello di aggiungere una caldaia a pellet, abbiamo visto le macchine austriache che nella ns ignoranza in materia sembrerebbero più avanzate di quelle italiane ma con costi elevatissimi, sinceramente non capiamo la differenza con quelle italiane e cosa importante abbiamo dubbi sull'effettivo risparmio soprattutto invernale.
    Oltre a cio' c'e' chi ci dice di montare una macchina da 30 KW con puffer da 600 litri chi ci dice che con una da 20 Kw con puffer avremmo casa caldissima. Quali sono le marche piu' affidabili italiane ed estere del pallet??
    Potrebbe darci gentilmente dei consigli per i due punti sucitati??
    La ringraziamo anticipatamente della sua cortesia.
    Marcello

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      l'intervento di riempimento dell'intercapedine avrebbe certamente il vantaggio di diminuire enormemente le trasmittanze delle murature esterne, quindi 20kW potrebbero essere ampiamente sufficienti.
      E' anche vero che non ci saranno problemi di muffe interne (dato che adesso non ci sono), viene il dubbio però che possano crearsi delle zone di condensazione interstiziale (cioè all'interno della muratura esterna).
      Consiglio di far fare un calcolo previsionale delle dispersioni termiche con la schiuma e una verifica igrometrica per le condense interstiziali, considerando le caratteristiche fisiche (permeabilità al vapore, ecc..) della schiuma utilizzata.

      In Austria sono partiti molto prima, affidabilità, garanzia, qualità e durata ai massimi livelli, le italiane stanno rincorrendo ... ma sono indietro.
      La differenza di risparmio (efficienza) non è poi molto marcata, ma i guasti ed i contrattempi ... sì.
      Un elemento importante è l'assistenza di zona, cercate informazioni su questo aspetto!
      Una marca da prendere in considerazione è la Herz, ma le austriache sono quasi tutte buone.

      Saluti,

      Simone Bracci

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  53. Buongiorno,
    vorrei cortesemente un consiglio su come fare l'impianto di riscaldamento e ACS per una casa indipendente in campagna la cui costruzione è stata appena ultimata, sita in provincia di Perugia, 100 mq tutto piano terra, abitata da 2 persone, classe energetica A o B (ancora da certificare). Posso fornire la pianta della casa.
    Il riscaldamento sarà a pavimento, si installerà una termocucina (da scegliere) magari con doppio circuito idraulico, un pannello solare termico (mi piacerebbe acquistare il pannello radiasol della EDN) per l'ACS in estate, infine una caldaia GPL per assicurare sempre ACS (la casa non è raggiunta dal metanodotto).
    Vi chiedo:
    - mi piacerebbe avere un impianto con ricircolo di ACS, che consigliate? è possibile non utilizzare un accumulatore?
    - come si potrebbe realizzare il circuito idraulico per ACS tra termocucina e pannello solare?

    G.

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    Risposte
    1. Salve,

      inizio con le “certezze”:

      Il GPL mai e poi mai! Solo ed eventualmente per i fuochi della cucina (con la bombolina, da tenere fuori di casa).

      Poi ... con i pannelli solari termici ci vuole per forza un accumulo d’acqua.

      Con 100 mq di casa, la distanza fra boiler (accumulo) ed utenze di ACS non è tanta, quindi il ricircolo sull’ACS non serve e sarebbe un inutile spreco di calore.

      Metterei una pompa di calore (elettrica) aria/acqua, per una classe energetica B (e 100 mq) la potenza termica della pompa di calore può essere tranquillamente sui (soli) 3/4kW e quindi la potenza elettrica max assorbita di circa 1kW (dipende dal EER - Energy Efficiency Ratio).

      Farei poi confluire tutte queste sorgenti di calore (Pannelli solari, termocucina e pompa di calore) in un serbatoio di accumulo magari “Tank in Tank” con più serpentine di scambio.
      Avendo così ACS e acqua calda per il riscaldamento (a bassa temperatura), tutto integrato dalle tre sorgenti.

      Per due persone basta un accumulo di 100 litri di ACS (se non ci sono vasche da bagno) e per il riscaldamento direi che circa 250 litri dovrebbero bastare.

      Ho dato un po’ “i numeri”, molto approssimativi, ci vorrebbero dei calcoli più precisi, ma il senso dovrebbe esser chiaro, spero!

      Saluti,

      Simone Bracci

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  54. Buonasera ingegnere ho un impianto a pellet idro consumo circa 2 sacchi al giorno ho appena cambiato la caldaia a condensazione però la casa non è caldissima, ho anche uno scambiatore nel caso non va il pellet faccio andare impianto normale a metano, vorrei chiederle come potrei abbinare un impianto solare termico per aiutare la mia stufa a pellet a scaldare l'acqua dei caloriferi in ghisa, premetto che i miei collettori dell'impianto sono tutti nel sottotetto di entrambi gli impianti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      tenga conto che, per mettere il solare termico, ci vuole per forza un accumulo (boiler) e questo boiler deve avere una capacità (in litri di acqua) commisurata alla superficie dei pannelli, alla zona climatica, all'esposizione ... insomma alla "potenza" che si decide di installare.
      Provo a fare delle ipotesi ... caloriferi in ghisa, casa "antica" con molte dispersioni, impianto progettato per funzionare con una mandata a 75-80°C, si può quindi pensare che anche il ritorno sia sui 70°C. Intendo dire (se è giusta l'ipotesi) che avremmo temperature in gioco non minori di 70°C.
      Con queste temperature non si riesce a prelevare il calore dalle serpentine dei pannelli solari e quindi potrebbe non essere una buona idea installarli per integrare il riscaldamento di casa.
      Discorso diverso se parliamo di solare termico per l'ACS (acqua calda sanitaria, per il bagno).

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  55. Buongiorno Ingegnere,
    abitiamo a nord di Milano in una casa indipendente di 85 mq. calpestabili più taverna di 70 mq. Circa.
    Abbiamo una caldaia a metano BONGIOVANNI mod. IDEA BGC CSI 32/5 C120 potenza termica utile KW 31,5 e al focolare KW 34,8 (anno di costruzione 2004). L'impianto è diviso in 2 zone (abitazione e taverna), i termosifoni sono in alluminio con termovalvole. La casa è stata costruita nel 2004 con Porathon, in un secondo tempo abbiamo fatto ulteriormente isolare il solaio con poliuretano espanso di 6 cm.
    Dato gli alti consumi, forse anche a causa del boiler ad accumulo, valutavamo la possibilità di sostituire la caldaia con una caldaia a condensazione e produzione istantanea di acqua calda sanitaria.
    Abbiamo sentito parlare anche della Pompa di calore a metano ROBUR K18 e desideravo avere un suo parere sia sulla resa calorica di questi due sistemi che sul rapporto costo di acquisto/tempi di ammortamento. La ringrazio anticipatamente per le sue delucidazioni.
    Cordiali saluti, Antonio S.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera,
      se il boiler di accumulo è in un locale interno ed è ben coibentato ... non dovrebbe dare grosse perdite, inoltre l'accumulo è molto comodo per avere ACS in quantità.
      L'eventuale ricircolo invece potrebbe dare grosse perdite, però dato che mi dite che vorreste sostituire con la produzione istantanea ... ne deduco che non abbiate la rete di ricircolo.
      Ora chiedo, a che temperatura dovete tenere la caldaia (mandata acqua) per avere una buona temperatura (20°C) in casa?
      Se tale temperatura è superiore ai 60/65°C, allora non credo sia abbastanza conveniente passare alla caldaia a condensazione.
      Per quanto riguarda la Robur K18 (pompa di calore ad assorbimento a metano) ... chiedo scusa, non sono aggiornato, sono macchine molto recenti e non ho ancora esperienza per poter esprimere un giudizio.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  56. Buona sera,vorrei chiedere un consiglio,dovrei realizzare un impianto solare termico forzato a tubi sottovuoto con integrazione elettrica 2×1500 watt per produzione riscaldamento+acs ,per un impianto a pannelli radianti di 65mq al 1°p,visto che la zona non e metanizzata ed e nel Salento, una pompa di calore non voglio montarla,mi chiedevo se 2 pannelli e un puff da 200 LT cosi a spanne come indicazione di massima poteva andar bene,grazie

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    1. Salve,
      non ho capito.
      Cosa si deve intendere per "2 pannelli"?

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  57. Salve, anni fa ho sopraelevato di un piano la mia casa ma alla chiusura dei lavori non ho fatto richiesta di agibilità. Il 1 Aprile 2016 ho consegnato tutti i documenti necessari per richiederla e stando alla normativa in materia ho atteso i 60 giorni necessari all' ufficio tecnico per consegnarmi il cartaceo del certificato. Come ogni buon pubblico ufficio ciò non è avvenuto quindi stando sempre alla normativa posso autocertificare ( naturalmente non io ma un tecnico ) l'agibilità della mia casa. Il punto è questo, l'autocertificazione sostituisce del tutto il certificato di agibilità ? Devo vendere casa devo comunque avere il certificato dall' ufficio tecnico ? Spero di essere stato chiaro e aspetto con ansia un risposta. Grazie.

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    Risposte
    1. Chiedo scusa, ma mi occupo di impianti e non so quasi niente di agibilità.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  58. Salve, volevo un consiglio, sto ristrutturando un appartamento, dovevo fare l'impianto termico, ho tirato il corpo di livello della scala e mi trovo con 4 cm di spessore 2.5 cm sono il pavimento, ho fatto un esagio a pavimento e ho 1cm di cappa praticamente niente, sono stato costretto a passare la tubazione in multistrato senza coibentazione, nei muri interni che sono cm 50 e a pavimento in cassando il possibile, il cliente si lamenta per la coibentazione, le chiedo come posso rimediare senza dismettere l'impianto gia fatto

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    Risposte
    1. Buongiorno, mi dispiace ma non mi viene in mente una soluzione ... di positivo c'è il fatto che i muri sono interni ed il calore perso dalle tubazioni (non coibentate) non va completamente sprecato, certo però che si scaldano tutti i muri e non è molto "bello" ...

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  59. Buongiorno Ing.Bracci,
    Abito in una casa singola di circa 100 mq.
    L'impianto di riscaldamento è costituito da caldaia turbo e termosifoni in alluminio.
    Sto valutando la possibilità di fare delle modifiche all'impianto o aggiungere qualche sistema tecnologico per poter abbattere i costi.
    Cosa ne pensa del solare termodinamico sia per la produzione di Acs che per il riscaldamento?
    Il solare termodinamico a circolazione forzata con pompa di calore può essere penalizzante in fatto di consumi elettrici se non si ha il fotovoltaico
    La ringrazio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve,
      bisogna sapere dove si trova l'abitazione, in ogni caso il solare termico è quasi sicuramente valido per la produzione di Acs, per il riscaldamento ci vogliono molti più metri quadrati di pannelli.
      Ormai ci sono delle validissime pompe ad inverter che hanno un rendimento favoloso e consumano solo quello che serve, quindi la circolazione forzata non può essere penalizzante in fatto di consumi elettrici.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  60. Buonasera Ing. Bracci
    la ringrazio per le delucidazioni e anche per la celerità della sua risposta.
    Volevo aggiungere che abito nel nord Italia a sud di Varese in una villetta singola.
    Cordiali saluti

    RispondiElimina
  61. Buonasera
    Vorrei un parere riguardo ripartitori di calore.
    Abito al terzo ed ultimo piano in un condominio e abbiamo installato ripartitori di calore siemens con caldaia a condensazione 2 anni fa, ma a differenza di altri appartamenti il mio costo per il riscaldamento risulta le tre volte in più, pur avendo finestre adeguate. L amministratore mi dice che i conteggi sono giusti e che probabilmente consumo più di altri. Ma tutto questo non è vero. Che soluzione mi può proporre? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera,
      deduco che il condominio ha una caldaia a condensazione (di una certa potenza) che riscalda tutti gli appartamenti.
      Per provare a rispondere alla sua domanda devo sapere che tipo di misuratori di calore sono stati installati, ad esempio domando: Stanno attaccati ai radiatori? Oppure misurano la portata d'acqua calda che entra in ogni singolo appartamento e, nello stesso tempo, il delta T fra l'andata ed il ritorno?
      Un problema tipico, che si presenta spesso, è il caso in cui le spese per le dispersioni (dedotte dal rendimento del sistema caldaia ed impianto) vengono ripartite a millesimi oppure proporzionalmente ai consumi misurati dai ripartitori ... o con quote stabilite dal verificatore energetico e possono risultare pesanti per chi (rispettivamente) ha molti millesimi, è in casa per molte ore al giorno o ha molte "quote".
      Probabilmente non mi sarò spiegato con gran chiarezza ... attendo di sapere il tipo dei ripartitori ...

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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    2. Dimenticavo:
      Sarebbe utile sapere il metodo di ripartizione che viene usato per formare l'importo da pagare.

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  62. Gentile Ing. Bracci,
    mi trovo ad affrontare la realizzazione d’impinato termoidraulico di un appartamento appena acquistato al grezzo da un mio amico, che si trova in provincia di treviso e in zona metanizzata.
    la mia prima proposta è stata un impianto radiante con generatore di calore a pompa di calore ma bocciata dal propietario vista la assoluta volontà di caldaia murale a gas con bollitore solare 250lt, impianto solare termico con 1 collettore solare e impianto di condizionamento dual split.
    Sono convinto che visto il Dlgs 28/2011, non si possa realizzare ma il termotecnico interpellato dal commitente ha garantito che “se l’impianto a split è a pompa di calore, si può ottemperare a tale normativa”.
    secondo lei è vero?
    premetto che la concessione edilizia e’ del 2015

    ringrazio anticipatamente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vediamo un po':

      Decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28

      Obblighi per i nuovi edifici o gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti

      1. Nel caso di edifici nuovi o edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento:

      a) il 20 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
      b) il 35 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
      c) il 50 per cento quando la richiesta del pertinente titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.

      Allora probabilmente il termotecnico interpellato conta di coprire il 50% (per A.C.S.) con i pannelli solari termici ed il 35% (della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento) con un po' di solare termico ed un po' di split a pompa di calore.

      Per le pompe di calore vale questo:

      Paragrafo 4. Computo dell’energia prodotta dalle pompe di calore

      La quantità di energia aerotermica, geotermica o idrotermica catturata dalle pompe di calore da considerarsi energia da fonti rinnovabili ai fini del presente decreto legislativo, ERES, è calcolata in base alla formula seguente:

      ERES = Qusable * (1 – 1/SPF)

      dove

      Qusable = il calore totale stimato prodotto da pompe di calore che rispondono ai criteri che saranno definiti sulla base degli orientamenti stabiliti dalla Commissione ai sensi dell’allegato VII della direttiva 2009/28/CE, applicato nel seguente modo: solo le pompe di calore per le quali SPF > 1,15 * 1/ɳ sarà preso in considerazione;
      SPF = il fattore di rendimento stagionale medio stimato per tali pompe di calore;
      ɳ è il rapporto tra la produzione totale lorda di elettricità e il consumo di energia primaria per la produzione di energia e sarà calcolato come media a livello UE sulla base dei dati Eurostat.

      Si tiene conto dell'energia da calore aerotermico, geotermico e idrotermale catturata da pompe di calore ai fini del comma 1, lettera b), a condizione che il rendimento finale di energia ecceda di almeno il 5% l'apporto energetico primario necessario per far funzionare le pompe di calore. La quantità di calore da considerare quale energia da fonti rinnovabili ai fini della presente direttiva è calcolato secondo la metodologia di cui al paragrafo 4.

      La parte del solare termico è tutta rinnovabile ... il termotecnico avrà fatto i suoi conti (credo e spero)!

      Saluti,

      Simone Bracci

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  63. Buongiorno ingegnere,una domanda: alla mia stufa a pellet hydro 22 kw della MCZ modello Musa, hanno installato una valvola anticondensa VTC511 della Esbe tarata a 55 gradi.L'acqua della pompa era tarata a 75 gradi e funzionava bene,ma quando è stata posizionata a 50 gradi la valvola funziona anche quando la stufa è spenta e si sente l'acqua in circolo nei tubi di mandate e ritorno,ossia sempre.Quale potrebbe essere la soluzione?Grazie mille

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    1. Buongiorno,
      la valvola anticondensa tarata a 55°C vuol dire che l'acqua non viene inviata ai radiatori fino a che la temperatura dell'acqua stessa non è arrivata a 55°C.
      La pompa di circolazione rimanda subito sul "ritorno" l'acqua ... questo finché la stufa non si è "scaldata" fino a 55°C e la valvola anticondensa commuta.

      Se la pompa di circolazione parte quando l'acqua è arrivata a 50°C si ha che dai 50°C ai 55°C l'acqua ricircola nella stufa, non appena si arriva ai 55°C comincia a deviare il flusso verso i radiatori.


      Con temperature più basse di 55°C non ci deve essere circolazione nella mandata ai corpi scaldanti (se la valvola anticondensa funziona bene).

      Cosa si deve intendere per "L'acqua della pompa è stata posizionata a 50 gradi"? Che la pompa parte solo quando si arriva a 50°C ?

      Siamo sicuri che se non c'è circolazione (prima dei 50°C) il termostato legga bene la temperatura della stufa.

      Simone Bracci

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  64. Buongiorno,
    volevo chiedere una consulenza.

    Io e il mio compagno stiamo costruendo casa (270 mq in 3 piani ma circa 180 mq da riscaldare), realizzata in mattoni di cotto (25cm interni in cotto + 8cm isolamento in lana di roccia + 13cm esterni in cotto), tetto ben isolato, serramenti in alluminio di ultima generazione, impianto solare termico e predisposizione per il fotovoltaico, riscaldamento a pavimento (ancora da installare). L'architetto presume sia considerabile in classe B.
    Il nostro problema è decidere il tipo di caldaia da usare (il permesso di costruire è di marzo 2016 quindi mi pare ci sian l'obbligo del 50% di energia rinnovabile) perché non vorremmo installare i pannelli fotovoltaici.
    Un idraulico consiglia la caldaia ibrida (energia elettrica + metano) e piano cottura a metano, un altro propone la pompa di calore e piano cottura induzione sfruttando la tariffa D1 dell'enel oppure installando il fotovoltaico.
    Qual'è la miglio proposta? Entrambi propongono anche la possibilità di non fare il riscaldamento a pavimento nelle camere ma usare gli split del condizionatore come pompe di calore in caso di necessità d'inverno!
    Noi non sappiamo cosa conviene fare; caldaia ibrida + piano cottura a metano, pompa di calore + induzione, pompa di calore + piano cottura a metano,... E il riscaldamento dappertutto o solo cucina-salotto e bagni? E poi, è vero che entrambe le cadaie possono essere usate anche d'estate per il raffreddamento? Gli split quindi non necessitano più delle 'macchine' esterne?
    Siamo abbastanza in crisi, qualcuno può darci un suggerimento?

    Grazie mille per la disponibilità

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    Risposte
    1. Salve, mi sembra che la rinnovabile debba coprire almeno il 50% dell'acqua calda sanitaria ed inoltre il 35% (dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016) della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.

      Quindi per l'a.c.s. sareste a posto con i pannelli solari termici (presumo).

      In una classe B ci si riscalda benissimo con gli split a pompa di calore (meglio se il modello a pavimento), poi gli stessi split fanno anche il raffrescamento.
      La quota di rinnovabile (35%) dovrebbe essere coperta, appunto, dagli split.
      Nei bagni metterei delle piccole stufette elettriche da accendere 5 minuti prima di fare la doccia (in caso di necessità).

      Come fare per i fuochi dei fornelli e per integrare l'a.c.s. in inverno?

      Se optate per non mettere il fotovoltaico allora bisogna mettere il metano ed utilizzarlo per l'integrazione all'a.c.s. (magari con un piccolo scaldabagno a gas) e per la cucina.

      Se invece ci sarà il fotovoltaico potrà essere tutto elettrico, per l'integrazione dell'a.c.s. ci sono delle piccole pompe di calore (elettriche) che hanno un buonissimo rendimento e per la cucina ... induzione elettrica ...

      Da quel che so io l'unità esterna c'è sempre, ci sono dei modelli che scambiano con l'esterno attraverso il muro, tramite dei tubi d'aria ... però sono rumorosi ed in camera non vanno bene!

      Saluti,

      Simone Bracci

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  65. Buongiorno,
    io sono in fase di ristrutturazione di una casa indipendente dove ho realizzato l'impianto radiante a pavimento.
    la superficie totale è di circa 160 m2 per un altezza dei locali di circa 3 mt.
    ho predisposto l'impianto con uno scambiatore di calore da 40 kw perchè era mia intenzione installare una termostufa a pellet per scaldare l'acqua del riscaldamento però parlando con un rivenditore mi ha sconsigliato questa mia scelta perchè afferma che è sprecato installare una termostufa su un impianto a pavimento.
    la caldaia che andrò ad installare è una 32 kw e la stufa che ha in vendita è una 28 kw potenza utile .
    sui circuiti (2) che alimentano i pannelli radianti ho installato delle valvole miscelatrici a punto fisso della caleffi .
    chiedevo se era conveniente installare la termostufa oppure no .grazie
    emanuele ciccorelli

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    Risposte
    1. Salve,
      se la termostufa a pellet è "modulante" non vedo perché non sia conveniente ...
      Magari aggiungendo un "puffer" come volano termico ed usandola anche per scaldare l'acqua calda sanitaria, mi pare che possa andare benissimo.

      Simone Bracci

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  66. grazie mille
    arrivederci
    emanuele ciccorelli

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  67. Buongiorno ,ho comprato mcz80 hidro ....i termosifoni non sono abbastanza caldi....Solo a metà....come faccio a capire se la pompa di aqua e segna indicazioni giusta ??? Ce lo segnò un quadratinocon --℉ -- e un quadratino con bolicone scito sopra - ○○○air○○○-
    E dei numeri fino a 1-3-6

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  68. Buongiorno ,ho comprato mcz80 hidro ....i termosifoni non sono abbastanza caldi....Solo a metà....come faccio a capire se la pompa di aqua e segna indicazioni giusta ??? Ce lo segnò un quadratinocon --℉ -- e un quadratino con bolicone scito sopra - ○○○air○○○-
    E dei numeri fino a 1-3-6

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    1. Chiedo scusa ma non so cosa sia la mcz80.

      I termosifoni caldi solo fino ad una certa altezza, di solito, son pieni d'aria, vanno "sfiatati" con la valvolina che dovrebbe essere in alto (sul termosifone).

      Simone Bracci

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  69. nicola - empoli2 novembre 2016 20:50

    Buongiorno. Ho un problema coi miei vicini del piano soprastante il mio, alquanto rumorosi a tutte le ore. Gia' esperiti tentativi "bonari" e civili. Mi risulta che le immissioni rumorose abbiano dei limiti precisi di db rispetto al rumore di fondo- sto valutando la possibilità di far fare una perizia acustica (perizia giurata?) ed eventualmente poi rivolgermi al giudice di pace. cosa ne pensa? e' una strada percorribile? le rilevazioni fonometriche si possono fare per un paio di giorni? - grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buonasera, Le consiglio di interpellare un avvocato di Sua fiducia, per valutare le possibilità di riuscita.
      Altrimenti rischia di dover anticipare le spese per le rilevazioni fonometriche e poi magari non arriva a nulla.
      I vincoli più stringenti valgono di notte, la qualità del sonno "dovrebbe" essere un diritto, dico "dovrebbe" ... perché purtroppo in Italia la Giustizia è molto aleatoria.

      Cordiali saluti,

      Simone Bracci

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  70. buona sera ingegnere, volevo un consiglio su la caldaia a condesazione: è montata in un gabbiotto 1,10 x 1,10 h 1,80 ,su di un lato era completamente aperta, ora ho montato una porta a due ante con griglia per l'aria in alto ed in basso ad entrambi le ante, ora la mia domanda è; quando l'aria all'interno del gabbiotto si riscalda per il calore prodotto dalla caldaia ed avendo la caldaia l'aspirazione all'interno dello stesso potrebbe perdere efficienza? l'aria comburente aspirata non dovrebbe essere piu fredda posssibile?

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    Risposte
    1. Salve,
      se l'aria comburente è più calda ... è meglio, si tratta di calore recuperato.
      Consiglierei però di far aspirare la caldaia fuori dal gabbiotto e di chiudere il più possibile gli spifferi, così da limitare quelle che si chiamano le "perdite al mantello", se si mette il cappottino alla caldaia ... questa disperde meno calore.

      Saluti,

      Simone Bracci

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    2. mi scusi ingegnere ma la risposta è contraddittoria, prima dice che è meglio che l'aria comburente sia piu calda,( aspirazione interna al gabbiotto, seppur areato da prese d'aria)poi dice di farla aspirare aria dall'esterno(quindi fredda) forse io ho capito male

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    3. inoltre leggo su numerosi forum che raffreddando e quindi aumentando l'ossigeno e
      aria comburente(più è fredda e più e densa e carica di ossigeno) si azzera il perocolo di monossido di carbonio nei fumi ma si abbassa la temperatura di combustione e la resa, mentre con aria comburente più calda meno densa di ossigeno si hanno percentuali di monossodo di carbonio nei fumi ma si alza la temperatura di combustione e quindi la resa, può essere che sia cosi?

      Elimina
    4. Il punto è che l'aumento di resa con aria più densa (tenendo conto anche del minor calore dell'aria fredda) è insignificante rispetto alle perdite continue che ci sono dal mantello della caldaia (se la caldaia è esposta a basse temperature).

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    5. Quindi se metto aria più densa (fredda), magari brucia meglio, ma tolgo calorie, appunto, con l'aria più fredda e alla fine si fa pari.
      Allora è meglio fare in modo che la caldaia disperda il minor calore possibile dal mantello, è lì che è significativo il risparmio energetico.

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    6. ora ho capito meglio, grazie mille ingegnere

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  71. Salve Ingegnere, vorrei chiederle come risolvere un problema, mi sono appena trasferito in una casa a due piani del centro storico appena ristrutturata. Al primo piano ci sono i termosifoni e anche un termoarredo, al secondo piano c'è un impianto a pavimento e anche i termo arredi nei bagni, il problema è che la caldaia non riesce a riscaldare i due piani in contemporanea, se provo ad accendere i due piani insieme si riscalda solo il piano di sotto, se spengo il piano di sotto e accendo il secondo piano il riscaldamento parte normalmente.

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    1. come mai non si riscaldano insieme i due piani, la caldaia non è abbastanza potente, il mio impiantista ha commesso degli errori ?

      Elimina
    2. Salve, ha tenuto conto del fatto che il riscaldamento a pavimento comincia a scaldare dopo 6/8 ore?
      I termoarredi al piano primo si scaldano poco o per niente?
      La casa di quanti metri quadri è? La caldaia che potenza ha?

      La prima ipotesi (che mi viene in mente) ... potrebbe essere la pompa di circolazione che non ha abbastanza prevalenza e portata per i due circuiti insieme. O anche che i due circuiti (del piano primo e secondo) non sono ben bilanciati e magari il circuito di sotto (quando è acceso) si prende tutta l'acqua (la prevalenza).
      Bisognerebbe verificare se c'è circolazione d'acqua al piano primo, mentre è acceso il piano terreno.

      Saluti,

      Simone Bracci

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    3. la caldadaia è di 29 kw il primo piano è di circa 90 metri quadri, i termoarredi al secondo piano si riscaldano ad alta temperatura, il secondo piano è di circa 55 metri quadri con il riscaldamento a pavimento.
      la pompa di circolazione è integrata nella caldaia(una vecchia biasi del 97 non a condensazione). Dalla caldaia esce un unico tubo che si suddivide in due rami dove sono collegate 2 valvole di zona ad alta e bassa temperatura dedicata ad ogni piano.
      Al secondo piano quando è attivo il primo piano c'è circolazione poichè la pompa del collettore gira ma i termoarredi non si riscandano mentre il pavimento rimane di più difficile verificare.

      Elimina
    4. La potenza della caldaia è più che sufficiente.

      Ho capito che la pompa di circolazione è nella caldaia, ma allora cos'è la pompa del collettore?

      L'impianto a pavimento ha bisogno di molta portata e presenta perdite di carico più significative rispetto ai radiatori, quindi potrebbe essere che, con la sola pompa integrata nella caldaia, non ci sia abbastanza circolazione nei circuiti a pavimento, chiedo: Ci sono i misuratori di portata (circuito per circuito) sul collettore dei pannelli radianti a pavimento?

      Chiudendo un po' i detentori (valvolini con brugola) o direttamente il rubinetto sui radiatori al piano primo, aumenta la temperatura ai termoarredi al secondo piano?

      Simone Bracci

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    5. Dimenticavo: I pannelli radianti dovrebbero avere la valvola miscelatrice con controllo climatico (o a punto fisso), che regola la temperatura di mandata ai soli pannelli radianti ... magari è quel sistema lì che manda acqua a temperatura troppo bassa ...

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  72. Buongiorno Ing. Volevo chiederle un consiglio, sto ristrutturando casa costruita negli anni 1967, in molti mi dicono di fare un cappotto esterno ma io sono un po contrario uno x il prezzo due perché i muri sono da circa 40 cm e non mi sembra corretto scaldare 40 cm di muro, quindi volevo fare un cappotto interno usando struttura in allumino x cartongesso da 70mm con pannelli di lana di roccia da 6cm chiudere con pannello osb da 15mm e poi cartongesso barra vapore da13mm rasatura e verniciatura e visto che l'altezza delle stanze sono di 320cm volevo riabassarmi a 270 utilizzando un impianto radiante a soffitto con pompa di calore, e sustutuiri gli infissi con PVC da sezione 90mm triplo vestro, poi senza toccare il pavimento vorrei montare un tappetino stesso isolante e andarci su con un flottante in PVC che ne pensa? Farò una cazzata?

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